24/10/2007
il Governo ALTERNATIVO dellaChiara
Rossi e Neri..Destra e Sinistra..oramai poco is salva.
Ma io ho il mio personale progetto.
Presidente del Consiglio: TOPO GIGIO
Ministeri:
Riforme e Innovazioni nella pubblica amministrazione:
Diritti e pari opportunità: Ministro RANMA 1/2, ovvio, chi meglio di lui?!
Politiche per la famiglia: Ministro Minnie (topolina, moglie di Topolino), ma propongono anche Shrek (Ngu)
Politiche Giovanili e Attività sportive: ? ? ?
Giustizia: Ministro Peter Pan
Economia e Finanze: Ministro Marrabbio (padre di Licia)
Pubblica Istruzione: Ministro Cartman
Lavoro e Previdenza sociale: Ministro Bart Simpson(gentilmente proposto da Ngu)
Solidarietà sociale: Candy Candy
Difesa: Ministro Zenigata (anche se non acchiappa Lupin risulta sempre pieno di buone intenzioni..)
ma sono indecisa..anche Daitarn se la caverebbe. li metto al ballottaggio
Politiche Agricole Alimentari e Forestali: Ministro David Gnomo
Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare: ? ? ?
Infrastrutture: ? ? ?
Trasporti: ? ? ?
Salute: Ministro Capitan Pierre (il comandante dei globuli bianchi di "Esplorando il corpo umano")
Beni e Attività Culturali: ? ? ?
Comunicazioni: ? ? ?
Attuazione del programma di Governo: Ministro Milo Manara (gentilmente suggerito da Ngu)
Attendo aiuti per completare i Ministri!
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17/10/2007
........

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28/09/2007
SE TU MI DIMENTICHI
Se tu mi dimentichi - Pablo Neruda
Voglio che tu sappia
Una cosa.
Tu sai com'è questa cosa:
se guardo
la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l'impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se cio' che esiste
aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m'attendono.
Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d'amarti poco a poco.
" Se d'improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
chè già ti avrò dimenticata "
Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
Che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi sulla riva
del cuore in cui ho le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell'ora,
leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra.
Ma
se ogni giorno,
ogni ora
senti che a me sei destinata
con dolcezza implacabile.
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi, amor mio, ahi mia,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne né si dimentica,
il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
e finchè tu vivrai starà tra le tue braccia
senza uscire dalle mie.
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20/08/2007
ALL'80% DELLE MIE AMICHE-E ANCHE A QUALCHE AMICO-
Chi non osa nulla, non speri nulla (e continui a vivere di m....)
Schiller (e laChiara)
CAPITO?!?!?!
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25/07/2007
LaChiara NATIONAL GEOGRAPHIC
CLARA SELVATICA ( laChiara SELVATICA)
Questo esemplare di Chiara è caratterizzato da totale rifiuto nei confronti dei legami e di ciò che può essere formalmente stabile a livello sentimentale. Priva di habitat specifico, si aggira per il centro città e per i locali, ma non disdegna neppure il focolare domestico. Particolarmente predisposta per la fuga, è in continuo movimento e spesso vaga seppur priva di meta. Selvatica ma dolce, pungente ma affettuosa, dimostra affetto e non nasconde la propria natura coccolona, ma se attaccata o in vista di catene sfodera artigli e si ritira, più spesso sfugge.
Si abbiglia in vari modi, è colorata e solare, sorridente, spesso ammagliatrice ma comunque sincera.
Questa specie di Chiara si mostra solo in particolari periodi della vita, generalmente in seguito a batoste in campo affettivo inferte praticamente sempre fino ad oggi dall'HOMO FUGENS, specie che verrà trattata nelle prossime puntate.
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12/09/2006
...
E' istintivo pensare che se corri avanti ti sarà più facile non voltarti indietro.
Perchè pensi che più vai lontano e più vedrai piccolo e distante quello che ti sei lasciata alle spalle.
Ma le regole della prospettiva non sono valide in amore.Puoi andare lontano mille miglia, mesi,anni, ma basterà girarti un attimo, abbassare per un solo secondo le difese e lasciarti vincere dal ricordo, per ritrovarlo lì,bello come sempre(...)con la sua bocca che viaggia sul tuo corpo, viaggia,si, perchè l'amore conosce strani mezzi di trasporto.
Ti basterà quell'attimo per farti capire che non sei andata poi così lontano, che non hai fatto tanto strada.
Basterà a farti risentire fragile, a ridarti l'affanno.
Ma questo l'ho capito dopo.
A quei tempi mi bastava scappare, fare le scale di fretta e pensare già di dimenticarlo.
Poi però me lo ritrovavo nel cuore, in un gesto distratto che tanto piaceva a lui, nei capelli lasciati sciolti per essere accarezzati meglio, nel vestito del primo appuntamento, nelle scarpe della fuga, nei capelli color carbone di un ragazzo visto per strada.
Me lo ritrovo sotto casa, nelle penombra del portone.
Una rosa in mano e uno "Scusa" in bocca.
E tante promesse...
Tante.
"Sarà tutto diverso"diceva.
Accettavo la rosa e gli credevo.
Salivo le scale, con una nuova spinta nei piedi, con la voglia di mettermi a camminare, di nuovo, al suo fianco.
Prendevo la rosa e la mettevo in un vaso.
Quanta acqua le davo, quante energie...
...Dopo qualche giorno era appassita, sapeva già di vecchio.
Il nostro amore era un pò come lei..
Giulia Carcasi - Ma le stelle quante sono
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24/05/2006
AmAnDoTi
Amarti m'affatica mi svuota dentro
Qualcosa che assomiglia a ridere nel pianto
Amarti m'affatica mi da' malinconia
Che vuoi farci è la vita
E' la vita, la mia
Amami ancora fallo dolcemente
Un anno un mese un'ora perdutamente
Amarti mi consola le notti bianche
Qualcosa che riempie vecchie storie fumanti
Amarti mi consola mi da' allegria
Che vuoi farci è la vita
E' la vita, la mia
Amami ancora fallo dolcemente
Un anno un mese un'ora perdutamente
Amami ancora fallo dolcemente
Solo per un'ora perdutamente
12:22 Scritto in Insegna(!)Menti(?) | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
25/04/2006
IL LEGAME DI COPPIA
Pubblico a seguito un articolo di Raffaella Tonello tratto da VERTICI NETWORK DI PSICOLOGIA E SCIENZE AFFINI.
Premessa
La coppia rappresenta sicuramente una delle espressioni più significative dell’attaccamento in età adulta. Una struttura interazionale in cui può essere l’uguaglianza a cementare la coppia (tipo simmetrica) o la differenza (tipo complementare).
Ieri, per il senso comune, si poteva parlare di una scelta operata dalle famiglie, dall’imprevedibilità del sentimento amoroso, di un calcolo di interesse ponderatamente considerato, mentre oggi si considera la scelta dell’altro più libera, aperta e quindi incerta. A tale proposito si inserisce il concetto di " ciclo di vita" della coppia , processo dove risulta con particolare evidenza la posizione di ogni soggetto tra due famiglie, quella da cui è stato generato e quella che sta costituendo , questo porta a fare i conti col proprio passato. In una prospettiva psicodinamica potremo dire, come vedremo meglio in seguito, che tali relazioni costituiscono parte determinante della rete di concause che porterà all’istituzione del rapporto d’amore.
La psicologia dello sviluppo ha mostrato la centralità dei processi di separazione e di individuazione in rapporto alla evoluzione e relazione madre-bambino. Solo chi si sente di aver interiorizzato attraverso processi identificatori, significati, rappresentazioni e modelli relazionali, è in grado di fare una scelta di coppia. Considerando i diversi approcci teorici che si occupano della coppia, mi sembra opportuno, per una necessità di delimitare l’ambito di studio, parlare degli apporti sociologici alla coppia e del rapporto di coppia principalmente riferito al paradigma dell’attaccamento di Bowlby e della Ainswarth. Quindi tralascerò quelli che sono i meccanismi di crisi o rottura dei legami coniugali per portare l’attenzione sui processi soggiacenti alla scelta del partner e aiutare quindi il singolo e la coppia a riflettere sugli stili delle esperienze infantili di attaccamento come notevolmente influenti sull’organizzazione della personalità , sulla rappresentazione da adulto di sé, degli altri e sulle relazioni intime.
Studi sociologici sulla coppia
La questione della coppia è diventata oggi molto più presente all’attenzione di quanto non fosse venti o trenta anni fa; in parte perché le sue strutture sono state repentinamente e profondamente sconvolte, in parte perché essa è divenuta più difficile da costruire e capire da parte dei giovani. Pochi sociologi si sono dichiarati "sociologi della coppia", ma numerosi ricercatori hanno recentemente apportato nuove riflessioni sul funzionamento delle relazioni coniugali.
Alcune inchieste come quella dell’Istituto Francese di studi demografici (INED) riportano statistiche che rivelano quanto "una persona qualsiasi non sposa una persona qualsiasi e quindi il colpo di fulmine quando cade non cade in un luogo casuale". L’effetto dell’omogamia ovvero la scelta per status sociale ha condotto a globalizzare le somiglianze tra i coniugi (geografiche, sociali, culturali) e a renderle prioritarie.
Per A. Girard i meccanismi che aiutano la scelta del coniuge tendono a mantenere le vecchie strutture e gli individui sono vincolati nelle loro scelte. Sembra che i fattori principali che concorrono alla scelta siano:
omogamia/eterogamia
la convivenza
i luoghi dell’incontro
Gli attori disegnano "un triangolo degli incontri" tra i "luoghi pubblici", "luoghi riservati" e "luoghi privati". Risulta di grande interesse notare quanto invece le coppie attribuiscano grande importanza al ruolo della "casualità" nella formazione della loro unione; questa ambiguità sembra essere un modo per proteggersi ed eludere altre spiegazioni. Il caso assume quindi una forte valenza, permette di respingere l’idea di utilità o interesse personale e valorizza il ruolo del sentimento amoroso.
Ma, a questo punto, sembra interessante conoscere in quale misura "la casualità" dell’incontro è socialmente pre-costituita e quanto il sentimento amoroso partecipa a questa costruzione. Le analisi condotte rilevano che i criteri di selezione sono ormai sempre di più interiorizzati dagli attori e si differenziano secondo l’ambiente di origine e il sesso.
Coppia come attaccamento
Il paradigma dell’attaccamento si è rivelato particolarmente adeguato a far luce sulle dinamiche delle relazioni amorose, così care a spiegare le ragioni delle difficoltà nel formare e mantenere legami soddisfacenti nelle relazioni adulte. J. Bowlby (1960) e M. Ainsworth (1980) teorizzano la tendenza degli esseri umani a stringere legami affettivi preferenziali con gli altri individui lungo tutto l’arco della vita secondo un modello fornito dalla relazione precoce tra il bambino e il genitore. Per la prospettiva di Bowlby si considerano legami di attaccamento solo le relazioni intime che assumono per l’individuo la funzione di "base sicura": il fatto di sapere che una figura di attaccamento è disponibile e pronta a rispondere è un fatto che fornisce un senso di sicurezza e incoraggia a dare valore alla relazione.
Recentemente Hazan e Shaver (1987) adottano il modello bowlbiano per l’interpretazione del rapporto di coppia: ipotizzano una associazione fra attaccamento e sentimento amoroso attraverso "working models" (modelli operativi interni), strutture che includono componenti cognitive e affettive (credenze, attitudini, aspettative, scopi e bisogni) che caratterizzano le differenze individuali nei modelli di attaccamento "sicuri" e "insicuri".
Sempre tali autori definiscono il legame di attaccamento come una componente fondamentale e costitutiva del rapporto amoroso, integrato al comportamento sessuale, che favorisce e supporta, specie nella fase iniziale della relazione, la formazione del legame di attaccamento stesso, e quello di cura che diventa, via via che il legame si sviluppa, l’indice più predittivo della durata della relazione stessa. Anche Bowlby considerava il legame di attaccamento come distinto e di pari status a quello alimentare e sessuale e in questo si discosta radicalmente dal pensiero di M.Klein .
Quindi una variabile principale di sviluppo di ogni individuo risulta essere il percorso lungo il quale si organizza il suo comportamento di attaccamento dall’infanzia all’adolescenza. Queste esperienze risultano influenzare lo sviluppo della personalità, in particolare gli effetti sul modo in cui un individuo percepisce e organizza il mondo che lo circonda e sul modo in cui si aspetta che si debbano comportare le persone verso cui potrebbe sviluppare un attaccamento.
Il quadro della personalità che si delinea comprende due principali influenze: la prima di tipo ambientale o esterna riguarda la presenza o assenza di una figura fidata e capace di fornire il tipo di base sicura richiesto. La seconda di tipo interna o dell’organismo riguarda la relativa capacità o incapacità di un individuo di riconoscere se una persona sia fidata e dotata della volontà di fornire una base e una volta riconosciuto ciò di collaborare con questa persona in modo da stabilire e mantenere un rapporto reciprocamente gratificante.
Nel corso della vita le due serie di influenze esercitano un’azione reciproca in modo circolare e complesso. In questo senso le esperienze che una persona ha, specialmente nell’infanzia, determinano in gran misura le sue aspettative di trovare o non trovare in seguito una sicura base personale ma anche la misura in cui sarà capace di stabilire e mantenere un rapporto gratificante.
Tali interazioni creeranno in primis uno schema che tenderà ad essere duraturo. Per questo lo schema di rapporti familiari che una persona sperimenta nell’infanzia è di importanza così determinante per lo sviluppo della sua personalità.
Stili di attaccamento nella coppia
Conseguentemente all’influenza dello schema di attaccamento nell’infanzia fino all’adolescenza dal modo in cui i genitori si relazionano coi figli, Hazan e Shaver hanno riproposto gli stessi tre stili o modelli di attaccamento identificati dalla Ainsworth (1978) e estesi dalla Main (1985) per analizzare le caratteristiche del legame di coppia:
modello SICURO
modello INSICURO/EVITANTE
modello ANSIOSO/AMBIVALENTE
Nell’adulto il modello sicuro è caratterizzato dalla capacità di vivere esperienze intime e di ricevere e chiedere aiuto; quello "evitante" è caratterizzato da timore dell’intimità e incapacità di dipendere dagli altri. Infine il modello "ansioso/ambivalente" si distingue per la preoccupazione circa l’affidabilità della figura di attaccamento e la sua disponibilità a soddisfare richieste affettive. Tra le ricerche e indagini nel campo degli studi sulle relazioni intime e affettive, il modello dell’attaccamento si è rivelato più di altri modelli particolarmente adeguato a far luce sulle dinamiche delle relazioni amorose, quali la scelta del partner, le origini dei diversi tipi di amore, il cambiamento degli stili amorosi nel corso della vita oppure a spiegare le ragioni delle difficoltà nel formare e mantenere legami soddisfacenti nelle relazioni adulte, o la tendenza ad evitare questa inclinazione.
Come si sceglie
Se abbiamo finora sostenuto l’importanza della natura del legame di attaccamento infantile per le relazioni future, un momento di importante riorganizzazione adattiva è la fase di trasferimento delle funzioni dell’attaccamento infantile ad attaccamenti più maturi. Come è noto la "Adult Attachment Interview" (AAI; Kaplan, Main, 1984), la prima e più utilizzata misura dei pattern di attaccamento adulti, valuta come l’individuo ha organizzato e rielaborato l’esperienza affettiva infantile; da questa base individua quattro stili di attaccamento: distaccato/svalutante, preoccupato/invischiato, sicuro, irrisolto. Essi appaiono corrispondenti alla versione infantile della Ainsward.
Comunque, alcuni autori (Collins e Read 1990) mettono in rilievo nello stesso soggetto la compresenza di stili diversi: per esempio una persona può risultare in alcuni tratti sicura e in altri evitante. Insomma gli stili di attaccamento sembrano avere importanti risvolti sul comportamento di coppia, dovrebbero giocare un ruolo importante nella scelta del partner e sulla qualità delle relazioni tra i partner. Sembrerebbe che i soggetti "sicuri" tendano ad unirsi ad altri soggetti "sicuri", mentre gli accoppiamenti "evitante/evitante" o "ambivalente/ambivalente" siano poco frequenti o di breve durata, I soggetti insicuri, sia evitante e ambivalente, tendenzialmente scelgono un partner insicuro ma con uno stile di attaccamento diverso dal loro. Quindi, per la stabilità di una relazione viene scelto quel tipo di partner che consente di confermare la percezione di sé, degli altri e che giustifica la ripetizione dei propri modelli relazionali.
Conclusioni
Psicoanalisi, cognitivismo, ricerca sulle relazioni familiari sembrano concorrere nell’affermare che la natura e la qualità delle relazioni intime tra adulti siano fortemente influenzate dagli eventi affettivi accaduti nella prima infanzia e in particolare da quelli riguardanti la relazione madre-bambino.
Il potersi coinvolgere in una relazione di coppia avente caratteristiche di unicità e esclusività, dipende unicamente dal ciclo maturativo compiuto dai partner, rispetto all’esperienza di una sana interdipendenza tra processi di attaccamento e di autonomia. Laddove i processi di individuazione si sono sviluppati in modo soddisfacente, laddove è possibile che si consolidi un sano progetto di separazione dalla propria famiglia, là esistono i presupposti per fare in modo di superare all’interno di relazioni significative-soddisfacenti, passaggi problematici del proprio ciclo-vitale. Le premesse che contribuiscono al successo o insuccesso individuale della coppia attengono alla natura e al ruolo degli stati emotivi e degli affetti determinatosi nelle relazioni primarie e che sono alla base delle esperienze relazionali individuali. Seppure gli schemi di attaccamento infantili tendano ad autoperpetuarsi e che sono origine di stabili differenze nelle relazioni emotive come nel comportamento sociale, non significa che siano immutabili.
Sicuramente i modelli mentali di sé e degli altri, così come l’emotività e le difese tendono ad essere stabili, ma si suppone che il cambiamento dei modelli relazionali possa verificarsi attraverso esperienze di non-conferma dei modelli stessi.
Bibliografia
BOWLBY J. "Una Base Sicura" Ed. Raffaello Cortina Editore 1988, Milano
CARLI L. "Attaccamento e Rapporto di Coppia", Ed. Raffaello Cortina Editore, 1995 Milano
BOWLBY J. "Costruzione e Rottura dei Legami Affettivi ", Ed. Raffaello Cortina Editore 1982, Milano
KAUFMANN J. C. "La Vita a Due", Ed. Paperbacks, il Mulino 1996, Bologna
MALAGOLI TOGLIATTI M., AGRISANI P., BARONE M. "La Psicoterapia con la Coppia" , Ed. Franco Angeli 2000, Milano
SCABINI E. "l’Organizzazione famiglia tra crisi e sviluppo" Ed. Franco Angeli 1992, Milano
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13/04/2006
LE DONNE LO SANNO
Le donne lo sanno
c'è poco da fare
c'è solo da mettersi in pari col cuore
lo sanno da sempre
lo sanno comunque per prime
le donne lo sanno
che cosa ci vuole
le donne che sanno
da dove si viene
e sanno pe qualche motivo
che basta vedere
e quelle che sanno
spiegarti l'amore
o provano almeno
a strappartelo fuori
e quelle che mancano
sanno mancare
e fare più male
possono ballare un po' di più
possono sentir girar la testa
possono sentire un po' di più
un po' di più
le donne lo sanno
chi paga davvero
lo sanno da prima
quand'è primavera
o forse rimangono pronte
è il tempo che gira
le donne lo sanno
com'è che son donne
e sanno sia dove
sia come sia quando
lo sanno da sempre
di cosa stavamo parlando
e quelle che sanno
spiegarti l'amore
o provano almeno
a strappartelo fuori
e quelle che mancano
sanno mancare
e fare più male
vogliono ballare un po' di più
vogliono sentir girar la testa
vogliono sentire un po' di più
un po' di più
possono ballare un po' di più
possono sentir girar la testa
possono sentire un po' di più
un po' di più
al limite del piacere
al limite dell'orrore
conoscono posti in cui non vai
non vai
le donne lo sanno
che niente è perduto
che il cielo è leggero
però non è vuoto
le donne lo sanno
le donne l'han sempre saputo
vogliono ballare un po' di più
vogliono sentir girar la testa
vogliono sentire un po' di più
un po' di più
al limite del dolore
al limire dell'amore
conoscono voci che non sai
non sai
non sai
10:03 Scritto in Insegna(!)Menti(?) | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
11/04/2006
POTERE DELLA PEDAGOGIA
pedagogìa: pedagogìa
s. f. di solito sing., disciplina che ha per oggetto lo studio dei problemi pertinenti all'educazione, soprattutto dei ragazzi, interessandosi in modo particolare dei metodi d'insegnamento, delle caratteristiche psicologiche dell'età evolutiva, dell'ambiente sociale e culturale in cui il ragazzo vive.
La pedagogia di cui voglio parlare non riguarda un bambino o un ragazzo, ma il mio gatto, Pepe,a parlare dei bambini ci arriverò alla fine.
Da quando mi sono trasferita, chi ha a che fare con Pepe sostiene che sia un gatto"strano". Premetto che io ho 3 gatti, ma, a differenza di Pepe, Miki è stata cresciuta dalla mia famiglia e Lulù l'ho adottata che aveva già un anno. Pepe quando è arrivato mi stava in una mano, aveva il pelo rado e camminava quasi a fatica.
Ho vissuto praticamente sola con Pepe per un anno e mezzo, quindi ho faticato un pò ad entrare nell'ottica che per "gli altri" il suo comportamento con me-e viceversa- ed il suo modo di essere possano risultare"strani".
Quando mi fu regalato Pepe era talmente piccolo che, quando voleva dormire, si infilava puntualmente nella mia maglietta e si accucciava sul mio seno. E lì stava, al caldo e cullato dal battito del mio cuore. Quando Andrea (mio caro amico che mi ha fatto questo fantastico DONO) dormiva da me, Pepe si metteva "in mezzo" a noi, poggiava schiena e testolina sulla mia spalla e tirava le zampe dritte verso Andrea per creare una certa distanza, in modo che non si potesse avvicinare a me. Quando cucinavo, Pepe saliva sulla mia spalla, a modi pappagallo, e guardava il fornello, e spesso aspettava il suo pranzo o la sua cena così. Ora è più grandino, ma la sua passione per il fornello non è passata, tantochè quando cucino si mette pericolosamente seduto al fianco della pentola che sta sul fuoco. Quando vado in bagno lui mi segue, e quando entro in vasca lui si siede sul bordo e mi guarda. Quando mi è capitato di non rientrare la notte, si è sempre vendicato..sul mio letto solitamente,e poi non mi guarda per un giorno almeno. Ora che siamo "ospiti" dai miei genitori, non è cambiato molto, se non che è diventato un po'noiosetto. Urla come un pazzo quando vuole che mi siedo per prenderlo in braccio, quando vuole giocare me lo fa capire, mi porta o una pallina o un tappo delle bottiglie perchè vuole che glielo lancio, e poi lui corre a riprenderlo. Mia madre ieri ha tirato una pallina del mio cane giù dal balcone, per mandarla in cortile. Era convinta di vedere salire il mio cane con la pallina in bocca ed invece è arrivato Pepe. Pepe non sopporta che io parli al telefono. Spesso, quando sono al telefono, inizia a miagolare come un pazzo, diventa fastidioso, e se tento di leggere o studiare lui mi si mette sui libri fino a quando gli do un po' di attenzioni.
Ama la cucina, adora stare sdraiato sul bancone e stare in compagnia, soprattutto la sera.
Inutile dire che Pepe ha sempre faticato ad entrare in buoni rapporti con gli uomini che ho avuto. Quando la sera arrivava Stefano a casa, lui correva sul letto ad occupare quella che solitamente era "la sua postazione" da notte, ovvero la destra del lettone. Pepe dorme con la testa sul cuscino come una normale persona, e d'inverno sta con il corpo sotto il piumone con me,testa rigorosamente sul "suo"cuscino. La mattina è coccolone, quando suona la mia sveglia si avvicina ancora di più a me, ed iniziamo la nostra giornata con un po'di coccole..lui ha il vizio di ciucciarsi la coda,o di ciucciare le mie dita miagolandomi nell'orecchio mentre io gli bacio il muso e tutto questo sinceramente mi aiuta ad alzarmi.
Pepe ha molti altri atteggiamenti che alle persone sembrano strani...ma la cosa più strana da accettare per chi ci vede è il fatto che io PARLO con lui come se parlassi con una amica o un amico...sinceramente parlo con lui come se fosse mio figlio-senza quelle vocine stupide che si fanno ai bambini, si intenda..ok, forse giusto quando era piccolo..-gli ho sempre spiegato le cose, lo rimprovero quando devo farlo, gli mostro le cose...insomma, ci parlo, e anche tanto, e lo faccio con la convinzione che mi capisca. In fondo non sono mai riuscita a vederlo come un animale. Ho passato- e fatto passare a chi mi stava accanto-notti al pronto soccorso-veterinario- con lui, ne ho girati almeno 3 quando non stava bene..ho versato mille lacrime quando mi hanno fatto credere che potesse morire, ma lui è ancora qui con me. Prima che partissi per le ferie due anni fa si è rotto un osso del bacino (quale gatto può rompersi unn osso del bacino???!!!), così le ho rimandate. Sembrava "morente"...sofferente...mogio...appena ho disfato le valigie si è ripreso, chissà come (piccolo bastardo...) e allora dopo un paio di giorni sono partita comunque. Il mio amico che è rimasto a casa con lui mi ha confermato che stava benissimo, quando sono uscita di casa-e lui ha capito che la messinscena non funzionava-si è mostrato per quello che era, ovvero guarito. Pepe mangia di tutto, in particolare è molto goloso dolci, torte soprattutto. Quando ne faccio una devo metterla sotto chiave perchè altrimenti lui la fa fuori in un'ora. Adora la pizza e va pazzo per tutti i tipi di carne, il pesce gli piace un po' meno.
Insomma, il mio Pepe non ha nulla da invidiare a nessun altro micio.
Questa mattina ero al supermercato e mi guardavo intorno. Un sacco di mamme con i loro bambini, ero incuriosita di "scoprire" quali strategie educative adottassero delle donne fatte e finite con la propria"prole". Un sacco di palle, questo è quello che sentivo dire loro ai propri figli. Il bambino piange come un pazzo perchè vuole il giocattolo nuovo? Glielo prendono subito. Lo guarderà per trenta minuti e poi lo lascerà da parte. Il bimbo non vuole entrare nel passeggino? "Guarda che arriva l'uomo nero-o il vigile, nuova variante- e ti porta via!" Oppure: "Guarda che se non andiamo subito a casa arrivano i ladri e ti portano via tutte le videocassette dei cartoni animati". L'unica "strategia" che ho usato io con Pepe è stata quella di minacciarlo di castrazione...ma poi lo ho fatto veramente. Queste nuove mamme dicono un sacco di stronzate ai figli, raccontano palle che usano come scorciatoie per ottenere quello vogliono, comprano la loro tranquillità con giocattoli e vizi.
Che io ricordi i miei genitori non hanno mai usato queste strategie stupide con me, mi spiegavano le cose come stavano, a costo di farmi piangere. Ok, io ero tranquilla...ma mio fratello era una peste, delle più terribili. Non hanno mai comprato il mio silenzio con nessun giocattolo e non mi hanno mai minacciata dell'arrivo dell'uomo nero o di un poliziotto che mi portasse via se avessi fatto i capricci. Sempre la verità, anche quando è stata difficile da dire, come quando è morto mio nonno. Guardo fiera il mio Pepe, micio speciale, speciale perchè è cresciuto con il dialogo-per quanto astratto da parte sua-con me, e mi chiedo come queste mamme fatichino tanto a capire che ai bambini bisogna dire sempre la verità perchè non sono stupidi o fessi, ma a furia di "raccontargliele" poi iniziano a comportarsi da tali...e basta guardarsi intorno per capirlo!
Ah..ovviamente caposaldo del mio metodo educativo sono le SANE PEDATE NEL CULO!
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