21/12/2009

24 hours in PARIS

Tornate ieri sera da Parigi, accolte con ilarità da chi non comprende una fuga a Parigi di tre giorni, di fatto di 24 ore piene in città.

Io comprendo, invece, io la desideravo. Conosco Parigi, ho visitato il visitabile, la mia -nostra- non era una gita turistica ma un week end di puro piacere.

Il piacere di vederla imbiancata dalla neve, io che l'ho conosciuta in estate e sono sempre tornata a trovarla con il caldo del sole estivo.

 

Il piacere di trascorrere del tempo tra i libri della libreria per me più bella del mondo, - o meglio, del mondo fino ad oggi conosciuto - Shakeaspere and Companyshakespeare&Co_5.jpg, il piacere di sedermi rilassata e senza la fretta di dovere correre da un'altra parte.

 

 

 

 

Il piacere di sedermi al tavolo della pasticceria Chez Angelina di rue de Rivoli, accanto al Louvre, a bermi un bicchiere di vino (mentre Paola sostiene che la cioccolata bevuta da lei in quel posto sia la migliore mai bevuta e l'espressione del suo viso nel mentre sembra confermarlo!)

olympia-manet.jpgIl piacere di guardare inebetita la mia cara Olympia di Manet desnuda sdraiata con eleganza sul suo letto con un bel micione nero ai piedi ed il suo sguardo per nulla imbarazzato ma anzi di sfida per un quarto d'ora senza dovere avere la fretta di dovere correre a guardare un'altra opera, guardarla, sorriderle come se fosse una vecchia amica e quasi potere sentire i suoi pensieri.

 

Il piacere di passeggiare per i corridoi della La Fayette illuminata come una bambina dalle luci del Natale e tornare a sognare come quando avevo 5 anni un futuro meraviglioso.

Il piacere di fare la Parigina per 24 ore e non la turista, tutto qui.

baby_koala.jpgEd una buona compagnia. (Anche se con tendenze notturne da Koala!)

Chissà perchè le persone sembrano non capire, a me sembra tutto chiaro.

Volevo andare a trovare Parigi e l'ho fatto, ed è stato un piacere.

 

 

17/12/2009

CANALE GIUSTO?! o Chiara SBAGLIATA?!

Ultimamente alcune mie convinzioni, o credenze, sono letteralmente crollate davanti ai miei occhi senza che io potessi vederle.

Persone a me care che credevo di conoscere ora mi sembrano perfetti sconosciuti. Dicono cose che non riesco a capire, fanno azioni o prendono decisioni che io non so più decifrare e la cosa peggiore è che non riesco a comunicare come vorrei.

Vorrei..lo so, l'erba voglio non cresce neppure nel giardino di Vittorio Emanuele di Savoia..nemmeno in quello di Briatore.

Non è un capriccio, la verità è che la mancanza di comunicazione è quello che mi terrorizza di più al mondo dopo l'ignoranza.

Non ci riesco proprio..da una parte mi sono resa conto che l'unico canale tramite cui ho comunicato per un anno è stato esclusivamente quello  fisico, e non parlo di sesso, sia chiaro. Dall'altra parte invece il canale che ho sempre prediletto, quello verbale, non sembra più essere efficace.

Ed io vado in panico, mi sento incapace, questa mia incapacità di capire o leggere ciò che per me prima era naturale mi fa tremare la terra sotto ai piedi.

Me ne prendo le responsabilità, sono stata da una parte ingenua e dall'altra..dall'altra non lo so, come dice "Tiziano", non me lo so spiegare.

So solo che mi sento un pò persa, la Chiara s'è perduta.

Grazie al cielo alcune delle mie certezze sono qui accanto a me...sul mio divano, sotto il mio piumone, al mio telefono...nel mio armadio..dentro al mio cuore. Ed io lo scaldo.

 

07/12/2009

AUGURI!!!! A TE, A ME!

torta.jpegSe c'è una cosa che ho imparato nella mia vita, assieme al fatto di vedere sempre il buono nelle persone, è che c'è sempre un motivo per festeggiare.

Oggi ho comprato un cappello, una bella torta di compleanno con tanto di fragoline e candeline e me la sono infilata in testa.

Imbarazzante, vero Pola?!

La mia socia Rossina invece indossa un modello con vaso e tre belle margherite colorate.

Abbiamo passato la nostra serata con i nostri bei cappelli sul mio amato divano e festeggiato a modo nostro il nostro NON COMPLEANNO.

Di cose brutte nella vita ce ne sono tante, certo, ma di motivi per cui sorridere io ne conosco ancora di più.

Vedere il mio gatto che mi corre incontro, ad esempio.

Oppure il bagno caldo, bollente, la vasca piena di schiuma profumata.

Il sorriso di Ester che ride prima con gli occhi che con la bocca.

La Rossa con cui riesco a sdrammatizzare tutto.

La bambina che due settimane fa mi ha salutata per dieci minuti da una macchina mentre io con gli occhi gonfi e infreddolita attendevo il mio turno per prelevare.

La bimba del bar che ha preparato dei disegni per me con cuori e fiori, io che non ci vado da tre settiimane...

Il caldo del mio piumone che ha un profumo nuovo da mercoledì.

Parigi.

Il sorriso di Rosmiris che con gli occhi a forma di cuore guarda il suo uomo..

Il vino al settimo piano della Rinascente.

Ester che si addormenta in macchina mentre le porto a casa.

La C3 azzurra che si affianca alla macchina della Rossa per guardare se quelle che indosso sono realmente orecchie bianche da coniglio..ed i carabinieri..

L'ebete.

Le coccole che mi aspettano.

Il tutù che domani andrò a comprarmi.

 

E poi...il messaggio che mi è appena arrivato dalla Rossa: "Dolce torta alla crema qui è il vaso di terracotta che parla, sono arrivato!"

Come si fa a non festeggiare, ogni giorno?

E pensare che ho citato solo qualche giorno di quest'ultima settimana!

 

QUINDI....TUTTI PRONTI A CANTARE ASSIEME A ME E ALLA ROSSA......

Un buon non compleanno
un buon non compleanno
un buon non compleanno per noi
Un buon non compleanno a me a chi? A me o a te?
Un buon non compleanno a te? a me? e a te? o a me? Brindiamo tutti insieme con un altro po' di tè;
E tanti tanti auguri a teeeeeeeeeeeeeeeeee
Non c'è posto Non c'è posto Non c'è posto Non c'è posto
Non c'è posto Non c'è posto Non c'è posto, non vedi?!
Siamo al completo! Non c'è posto Tutto pieno!
Ma mi sembra che qui c'è pieno di posti vuoti
Ah, ma non è corretto sedersi senza essere stati invitati!
Certo che non è corretto. E' OLTREMODO scorretto Scorrettissisissimissimo
Oh, chiedo scusa ma mi è piaciuto tanto il vostro canto e ho pensato che potreste dirmi...
Ti è piaciuto tanto il nostro canto?!
Oh, ma che simpatica bambina! Sono così emozionato! Nessuno ci fa un complimento... Prendi una tazza di tè
Ah si, è vero, il tè!
Tiglia azzettare una tazza di tè Volentieri.
Scusate se vi ho interrotto mentre celebravate il vostro compleanno... grazie
Compleanno?! Ah ah ma mia cara bambina, qui non si tratta di un compleanno! Ci mancherebbe!
Il nostro è un non compleanno!
Un non compleanno? Scusatemi ma non riesco a capire
E' molto semplice. Dunque: trenta dì contan ven... no.
Nè di venna nè di marte non ci sto...
Se tu hai un compleanno hai anche...
Ah ah, non sa cos'è un non compleanno! Che ignara! Uh uh!
Ebbene... Io la deluciderò
Noi tutti abbiam un compleanno ogni anno
Ed uno solo all'anno, ahimè, ce n'è
Ah, ma ci son trecensesantaquattro non compleanni
E questi preferiamo festeggiar
Ma allora oggi è anche il mio non compleanno!
Davvero?! Com'è piccolo il mondo!
In tal caso... Un buon non compleanno A me? A te!
Un buon non compleanno A me? A te!
Or spegni la candela e rallegrati perchè...

...UN BUON NON COMPLEANNO A TEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!… ............

06/12/2009

GIORNATA IN FAMIGLIA

Oggi ho fatto il grande passo, ho recuperato tutti i miei averi, ho infilato tre anni di vita tutti costipati nella macchina della Rossa che già una volta in passato li accolse.

Ho salutato quella casa, il suo odore, i suoi colori che ho fortemente voluto, la mia farfalla poggiatesta che ho lasciato su quella vasca dove è sempre stata, il mio cuscino sbavato, il mio - suo! - amato divano.

Sono entrata ed è stato come se in realtà non ne fossi mai uscita.

Il mio cappotto poggiato sulla sedia all'ingresso, le mie cose sparse per la casa, i miei capelli ancora nel lavandino ed in ogni anfratto possibile.

Il mio odore.

I quadri alle pareti, le tazze appese in cucina, i gatti di legno che ho comprato un martedì sera di due anni fa, l'apina peluche che zia Daniela mi ha regalato la prima Pasqua che abbiamo passato assieme.

Dico CIAO a tutto..dico ADDIO, carico sulla macchina della Rossa che riuscirebbe a farmi sorridere anche al mio funerale e passo oltre.

Vedo la mia bimba e glielo dico, l'ho fatto, ho affrontato tutto, tranne lui.

La mia Rossina adorata al mio fianco e stasera la mia famiglia sul mio divano.

La famiglia...la famiglia che è chi c'è nel tuo cuore, e la mia è veramente grande.

Non avrei potuto desiderare altro stasera che stare sul mio divano, la luce della lampada al sale che ci illumina dolcemente come il focolare di un caminetto, la tv, sotto il piumone con alcune delle persone che amo di più.

La mia famiglia.

05/12/2009

SETTIMANA DELla MODA DELla Chiara

Una settimana e la mia solita cara metafora.

Parliamo di accessori.

Oggi si chiude la Settimana della Moda, la mia, e si chiude con una serie di accessori che sono entrati inaspettatamente nel mio armadio.

Capita, a volte, di camminare per la strada o per qualche mercatino e di imbattersi in qualcosa che non si cercava.

Certo, qualcosa che non si cerca, ma quando te lo trovi davanti ti rendi conto di averlo sempre desiderato quell'accessorio mai considerato prima o chissà, addirittura ritenuto inutile.

Invece te lo trovi davanti mentre magari sei impegnata alla ricerca spasmodica di altro ma quando lo vedi riesci solo a pensare che lo vuoi, che è fatto per te.

Lo prendi tra le mani, lo odori, lo accarezzi...lo indossi, ed è perfetto per te.

Il mio armadio è pieno...ma il posto per le cose belle si trova sempre da sè...

 

30/11/2009

IL PESCATORE E LA SUA ANIMA

Tutte le sere il giovane Pescatore usciva in mare, e gettava in acqua le sue reti.
Una sera nella rete trovò una piccola Sirena addormentata.
Era bellissima, e il giovane Pescatore la tirò a sé e la strinse fra le braccia. Ella emise un grido "Ti prego, lasciami andare, perché sono l'unica figlia di un Re, e mio padre è anziano e solo".
"Devi promettermi che verrai a cantare per me, perché i pesci amano ascoltare il canto del Popolo del Mare, e così le mie reti saranno piene" rispose il Pescatore.
E lei promise.
Ogni sera lei spuntava dall'acqua e cantava per lui. E quando la sua barca era ben carica, la Sirena scivolava di nuovo dentro il mare, sorridendogli.
Però non gli veniva mai abbastanza vicino perché egli potesse toccarla.
Tanto dolce era la sua voce, che col tempo lui dimenticò le sue reti, e trascurava il suo lavoro. E una sera le disse: "Piccola Sirena, io ti amo. Prendimi come tuo sposo".
Ma la Sirena scosse il capo "Tu hai un'anima umana, - rispose - se allontanassi la tua anima, allora potrei amarti".
E il giovane Pescatore si disse: "A che cosa mi serve la mia anima? Non posso vederla. Non posso toccarla. Non la conosco. Certo che l'allontanerò".
Ma non sapeva come. Allora andò alla casa del Prete.
E il prete si picchiò il petto, e rispose, "Ahimè, tu sei pazzo. Non c'è cosa più preziosa di un'anima umana, e nulla sulla terra può esserle paragonata. Vale tutto l'oro del mondo".
Gli occhi del giovane Pescatore si riempirono di lacrime alle parole del Prete.
"Nella mia rete ho catturato la figlia di un Re. Per il suo corpo darei la mia anima, e per il suo amore rinuncerei al cielo. Dimmi quello che ti chiedo, e lasciami andare".
"Vattene!" gridò il prete.
E il giovane Pescatore andò nella piazza del mercato, ma i mercanti lo schernirono, e dissero:
"A che ci serve l'anima di un uomo? Non vale un pezzetto d'argento".
"Che cosa strana è questa! Il Prete mi dice che l'Anima vale tutto l'oro del mondo, e i mercanti dicono che non vale un pezzetto d'argento" pensava il Pescatore.
Decise di andare dalla Strega dai capelli rossi "Che cosa ti manca? - gridò lei - Dimmi il tuo desiderio, e te lo darò, e tu mi pagherai un prezzo, bel ragazzo".
"Qualunque sia il tuo prezzo, lo pagherò: voglio allontanare da me la mia anima" disse il giovane Pescatore.
La Strega impallidì: "Bel ragazzo - mormorò - questa è una cosa terribile a farsi".
"Non m'importa niente della mia anima" rispose il giovane Pescatore.
"Se ti dirò come fare" chiese la Strega "in cambio devi danzare con me. Questa notte tu devi venire sulla cima del monte. - sussurrò - È un Giorno Santo, e Lui sarà là".
"Chi?" chiese il Pescatore.
"Non importa. - rispose lei - Quando la luna sarà piena danzeremo insieme sull'erba".
"E mi dirai ciò che voglio?" domandò lui.
"Te lo giuro" rispose.
A mezzanotte danzarono vorticando finché al Pescatore cominciò a girare la testa. Vide che all'ombra di una roccia c'era una figura che prima non c'era.
Senza sapere perché, il Pescatore si fece il segno della croce, e invocò il santo nome. Le streghe stridettero come falchi e volarono via, ma lui riuscì ad afferrare la Strega dai capelli rossi.
"Devi dirmi il segreto e mantenere la promessa!".
"Sia" ella mormorò. E si tolse dalla cinta un coltellino dall'impugnatura di verde pelle di vipera, e glielo diede.
"Quello che gli uomini chiamano ombra del corpo non è l'ombra del corpo, bensì il corpo dell'anima. Fermati sulla riva del mare con le spalle alla luna, e taglia via dai piedi la tua ombra, che è il corpo della tua anima, e di' alla tua anima di lasciarti, e lei lo farà. …Vorrei non avertelo detto" e si aggrappò alle sue ginocchia piangendo.
Lui la spinse lontano da sé e la lasciò nell'erba rigogliosa. Con il coltello nella cintola scese dal monte. Si fermò sulla sabbia con la luna alle spalle.
E la sua Anima lo supplicò di non farlo, ma inutilmente, e alla fine gli disse "Se davvero devi allontanarmi da te, non mandarmi via senza un cuore. Il mondo è crudele, dammi il tuo cuore da portare con me".
"Con cosa potrei amare il mio amore se dessi il mio cuore a te?" esclamò.
"Non potrei amare anch'io?" chiese la sua Anima.
"Vattene, perché non ho bisogno di te" gridò il giovane Pescatore, e prese il coltellino e tagliò via l'ombra dai piedi, e l'ombra si levò in piedi davanti a lui, e lo guardò, ed era esattamente uguale a lui.
Il giovane Pescatore indietreggiò con passo incerto, si cacciò il coltello nella cintola, e un senso di sgomento lo invase.
"Una volta all'anno verrò in questo luogo, e ti chiamerò" disse l'Anima.
Il giovane Pescatore si tuffò nell'acqua, e la piccola Sirena venne su a incontrarlo, gli mise le braccia attorno al collo e lo baciò.
E dopo un anno l'Anima scese alla riva del mare e chiamò il giovane Pescatore. "Vieni più vicino, così che possa parlarti, perché ho visto cose meravigliose. Quando ti ho lasciato mi sono diretta a Oriente e ho viaggiato. Dall'Oriente viene tutto quello che è saggio.
Là ho trovato lo Specchio della Saggezza. Lasciami entrare di nuovo dentro di te, e la Saggezza sarà tua. Lascia che io entri in te, e nessuno sarà saggio al pari di te".
Ma il giovane Pescatore rise. "L'Amore è meglio della Saggezza" esclamò "e la piccola Sirena mi ama".
"Non c'è niente di meglio della Saggezza" disse l'Anima.
"L'Amore è meglio" rispose il giovane Pescatore, e si tuffò nel profondo, e l'Anima se ne andò piangendo.
Alla fine del secondo anno l'Anima scese alla riva dei mare "Vieni più vicino, così che possa parlarti, perché ho visto cose meravigliose. Quando ti ho lasciato, mi sono diretta a Sud e ho viaggiato. Dal Sud viene tutto ciò che è prezioso.
Là ho trovato l'Anello delle Ricchezze. Colui che ha questo Anello è più ricco di tutti i re del mondo. Vieni a prenderlo, e le ricchezze del mondo saranno tue".
Ma il giovane Pescatore rise "L'Amore è meglio delle Ricchezze" esclamò "e la piccola Sirena mi ama".
"Non c'è niente di meglio delle Ricchezze" disse l'Anima.
"L'Amore è meglio" rispose il giovane Pescatore, e si tuffò nel profondo, e l'Anima si allontanò piangendo.
Alla fine del terzo anno l'Anima scese alla sponda del mare "Vieni più vicino, così che possa parlarti, perché ho visto cose meravigliose".
E l'Anima gli disse: "In una città che conosco c'è una fanciulla dal volto velato che ha danzato davanti a noi. I suoi piedi erano nudi. Non ho mai visto niente di tanto meraviglioso, e la città è a un giorno di viaggio da qui".
Il giovane Pescatore ricordò che la piccola Sirena non aveva piedi e non poteva danzare. E gli vanne un grande desiderio.
E la sua Anima gridò di gioia, e gli corse incontro, ed entrò dentro di lui, e il giovane Pescatore vide distesa davanti a lui sulla sabbia quell'ombra del corpo che è il corpo dell'Anima.
E la sua Anima gli disse "Non indugiamo, andiamo via di qui, presto, perché gli Dei del Mare sono gelosi, e hanno mostri che obbediscono ai loro ordini".
Viaggiarono a lungo, e durante il cammino l'Anima spinse il Pescatore a compiere molte azioni malvagie, perfino ad uccidere un uomo per derubarlo.
"Detesto tutto quello che mi hai fatto fare" gridò il giovane Pescatore "E odio anche te. Perché hai agito con me in questo modo?".
E la sua Anima gli rispose "Quando mi hai mandato nel mondo non mi hai dato cuore, così ho imparato a fare tutte queste cose e ad amarle".
"No!" gridò "Non voglio avere niente a che fare con te, perciò ti caccerò via, subito". E voltò le spalle alla luna, e col coltellino dal manico di pelle verde di vipera lottò per tagliare via dai suoi piedi quell'ombra del corpo che è il corpo dell'Anima.
Ma la sua Anima gli disse "Colui al quale viene restituita l'Anima, deve tenerla con sé per sempre, e questa è la sua punizione e il suo premio".
Ma il giovane Pescatore non rispose alla sua Anima, e tornò al luogo da cui era venuto, fino alla piccola baia dove lei, il suo amore, era solita cantare. In una spaccatura della roccia si costruì una casa. E ogni mattina chiamava la Sirena, e ogni mezzogiorno la chiamava ancora, e ogni notte pronunciava il suo nome. Ma mai ella sorse dal mare a incontrarlo, né in alcun luogo del mare egli riuscì a trovarla.
L'Anima lo supplicava di entrare nel suo cuore.
"Ahimè!" gridò la sua Anima "non trovo entrata, così circondato dall'amore è questo tuo cuore".
E mentre parlava si levò un gran grido di dolore dal mare, il grido che gli uomini sentono quando muore qualcuno del Popolo del Mare. E il giovane Pescatore saltò su, e lasciò la sua casa di canne, e corse giù alla spiaggia. E le onde nere venivano veloci alla sponda, sostenendo un fardello più bianco dell'argento. Il giovane Pescatore vide il corpo della piccola Sirena: era disteso morto ai suoi piedi.
Piangendo come chi è colpito dal dolore egli si gettò a terra accanto ad esso, e baciò il freddo rosso della bocca. Si gettò accanto ad esso sulla sabbia, piangendo se lo teneva stretto al petto. E alla cosa morta egli fece una confessione. Nelle conchiglie delle sue orecchie versò il vino aspro della sua storia. Amara era la sua gioia, e pieno di una strana felicità era il suo dolore.
"Fuggi" disse la sua Anima "poiché il mare si avvicina e se indugi ti ucciderà. Fuggi, poiché io ho paura, vedendo che il tuo cuore mi è inaccessibile a causa della grandezza del tuo amore. Fuggi fino a un luogo sicuro. Non vorrai certo mandarmi senza cuore in un altro mondo?"
Ma il giovane Pescatore non ascoltò la sua Anima, ma chiamò la piccola Sirena e disse "L'Amore è migliore della saggezza, e più prezioso della ricchezza, e più bello dei piedi delle figlie degli uomini. I fuochi non possono distruggerlo, né le acque dissetarlo. Ti ho chiamata, e tu non hai risposto al mio richiamo. Perché crudelmente ti avevo lasciata, e con mio danno sono andato lontano. Però mai il tuo amore si è affievolito dentro di me, è sempre stato forte, e niente ha potuto prevalere contro di lui, benché io abbia conosciuto il male e abbia conosciuto il bene. E ora che tu sei morta, anch'io certamente morirò con te".
E la sua Anima lo pregò di partire, ma lui non volle, tanto grande era il suo amore. E il mare si fece più vicino, e cercò di coprirlo con le sue onde, e quando egli si rese conto che la fine era vicina baciò con folli labbra le fredde labbra della Sirena, e il cuore che era dentro di lui si spezzò. E nel momento in cui il suo cuore si schiantò attraverso la pienezza del suo amore, l'Anima trovò un ingresso e vi entrò, e fu tutt'uno con lui come prima. E il mare coprì il giovane Pescatore con le sue onde.
E al mattino il Prete uscì a benedire il mare, perché era stato agitato. E quando il Prete raggiunse la costa vide il giovane Pescatore giacere annegato nella spuma, e stretto fra le sue braccia c'era il corpo della piccola Sirena. Ed egli si ritrasse e gridò: "Non benedirò il mare né nulla che si trovi in esso. Maledetto sia il Popolo del Mare, e maledetti siano tutti coloro che hanno traffici con esso. Prendete il suo corpo e il corpo della sua amante, e seppelliteli all'angolo del Campo dei Follatori, e non ponete alcun segno su di essi. Poiché maledetti sono stati in vita, e maledetti saranno anche da morti". E la gente fece come aveva ordinato.
Alla fine del terzo anno, durante un giorno sacro, il Prete salì alla cappella, per mostrare alla gente le ferite del Signore, e parlare loro della collera di Dio.
Ma sull'altare c'erano strani fiori mai visti prima: la loro bellezza lo turbò, e il loro profumo era dolce per le sue narici, e si sentì felice, e non capiva perché lo fosse.
"Che fiori sono quelli che stanno sull'altare, e da dove provengono?"
"Che fiori siano non lo sappiamo, - gli risposero - ma vengono dall'angolo del Campo dei Follatori". E il Prete tremò, e tornò alla sua casa e pregò.
E all'alba andò sulla riva del mare, e benedì il mare, e tutte le cose selvagge che vi si trovano. Egli benedì tutte le cose del mondo di Dio, e la gente fu piena di gioia e di meraviglia. Però mai più nell'angolo del Campo dei Follatori crebbero fiori di alcun tipo, ma il campo rimase sterile come prima. Né il Popolo del Mare venne più nella baia, poiché andò in un'altra parte del mare.

O.WILDE

SuPeRcAlIfRaGiLiStIcHeSpIrAlIdOsO.....

Oggi mi sono svegliata con un ricordo, il risveglio di una calda mattinata di 5 anni fa.

Avevo dormito a casa di un amico, avevo dormito con lui.

Avevamo trascorso una notte intera nel letto seminudi a causa del caldo torrido leggendoci a vicenda le "Fiabe di Oscar Wilde", un libro che avevo acquistato in una libreria di Milano senza un preciso motivo, ero stata colpita dalla copertina rossa in tessuto e dal colore della carta un pò giallastro, e che in quel periodo faceva parte delle mille cose che amo tenere in borsa. Eravamo andati avanti così buona parte della notte per poi riprendere al risveglio, io leggevo a lui e poi lui leggeva a me, la sua testa era poggiata sul mio ventre e ad ogni cambio di mani del libro ragionavamo assieme sulla morale della fiaba che era da cogliere, su quello che il libro ci stava dicendo della nostra vita come una sorta di libro alternativo delle risposte.

La mattina eravamo stati interrotti da un terzo amico che era arrivato improvvisamente a casa e che aveva fatto partire il gossip di me e lui seminudi in un letto. Lui era innamorato di un uomo in realtà ed io ero semplicemente molto innamorata di me stessa ma lasciai che il gossip si fomentasse perchè del resto per lui ero una buona copertura ed il mio prestigio sembrava essere salito perchè nella mia rete era entrato lui. Prestigio di che poi...in realtà ero assolutamente disinteressata a ciò che il mondo avesse potuto percepire di me.

A volte le persone sono molto facilmente suscettibili. Quella che era stata raccontata come una presunta notte di sesso selvaggio a causa delle condizioni in cui eravamo stati trovati era stata in realtà una delle notti più dolci della mia vita in cui avevo cercato risposte in un libro di Oscar Wilde che ora, ahimè, non trovo più.

Oggi mi sono svegliata con qualche domanda, vorrei tra le mani quel libro, ma soprattutto mi sono svegliata con un paio di RISPOSTE che sono arrivate così, dal cielo, un pò come la pioggia di ieri che mi ha inzuppata mi sono arrivate addosso. Mi sono sentita umida, per un attimo, un brivido di freddo..e poi un'ondata di calore che sembra non abbandonarmi.

Mi sono aperta a tanti ricordi, ed il desiderio più grosso è stato quello di ricordarmi chi sono io.

Terreno fertile da seminare..su cui il sole splende, che la pioggia disseta ed il vento..lui ci porta di tutto...ed io, come Mary Poppins, amo farmi trascinare del vento che mi porta sempre con un preciso motivo da un posto all'altro, magari approderò in un posto da cui nessuno mi porterà via.

 

27/11/2009

l'AMORE SI ODIA

Vieni qua, vieni qua, che ti dovevo dire
tutte quelle cose che, cose che, non hai voluto sentire, soffrire, godere o finire.
Vieni qua, vieni qua, sempre la stessa storia
un equilibrio instabile, instabile, che crolla al vento di una nuova gloria, l’amore si odia.
Ah, se fosse così facile, ah, se fosse ancora innamorato di me
ed ogni petalo, sai, si finge di essere una rosa
per ogni goccia vorrei diluvio sopra ogni cosa
ma tu non meriti più un battito di questa vita
per tutto quello che conta, se conta, sei come colla tra le dita. 
Vieni qua, vieni qua, io ti volevo bene,
ma riparlarne è inutile, inutile, non ha più senso pensarti, capire, provare o sparire
Vieni qua, vieni qua, le solite parole
di un sentimento fragile, fragile, come l’asfalto consuma la suola, l’amore si odia.
ah, se fosse tutto facile
ah, se fosse ancora innamorata di te
ed ogni petalo sai 
si finge di essere una rosa
per ogni goccia vorrei diluvio sopra ogni cosa
ma tu non meriti più un battito di questa vita
che tutto quello che conta
se conta sei come colla sulle dita
ed ogni petalo, sai, si finge di essere una rosa
per ogni goccia vorrei diluvio sopra ogni cosa
ogni cosa
ma tu non meriti più un attimo della mia vita
per tutto quello che conta
se conta, sei la mia impronta sulle dita.

25/11/2009

INSIGHT!!!

Capita, ogni tanto, che mi arrivi l'INSIGHT..l'illuminazione.

Ti rendi conto da un momento all'altro che ora non sei sola, certo, sei circondata da persone che ti fanno sentire amata..certo..perchè TI SEI TUTELATA, non hai messo a rischio nulla in questi anni di relazione, anzi, hai rafforzato tutte le tue difese.

Poi effettivamente ti rendi conto che il tuo piano di tutela ha funzionato perfettamente, ti senti immersa in un mondo di attenzioni e di amore..ma per tutelarti hai perso qualcos'altro..e poi forse non era neppure necessario tutelarsi.

Hai imparato qualcosa, guardiamo il lato positivo, hai imparato che la prossima volta potresti tutelarti un pò meno...quindi impara da ora a tutelarti dalle tue tutele.

Mi sto rincoglionendo, questo è chiaro a tutti, vero?!

E poi inizio a parlare non più in prima persona!!!

26/10/2009

SCARPE!!!

Nel corso di Psicologia Clinica stiamo trattando un pò l'interpretazione dei sogni sul filone del pensiero di Freud ed il professore ci ha chiesto di annotare i nostri sogni in modo tale da potere lavorare su del vero materiale onirico.

Bene, io ho sognato tutta notte una cosa: SCARPE!!!!

O meglio...nel sogno il mio amico Luca mi chiamava per dirmi che si era lasciato con la sua ragazza che gli aveva lasciato in casa una cinquantina di paia di scarpe. Io so che Susy adora le scarpe, questo è vero, e Luca mi invitava ad andarmele a prendere in modo da sgombrargli anche casa. Ce ne erano di stranissime...di quelle che magari vedi in vetrina, stravaganti, ti si abbinano ad un vestito..ma ad uno solo, e sono pure mooolto costose, allora non le compri e preferisci qualcosa di più "classico" e soprattutto versatile.

Ecco, in quella marea di scarpe che mi trovavo davanti ce ne erano per tutti gusti, tutte abbastanza stravaganti ed alcune non erano nemmeno particolarmente di mio gradimento.

Ma che meraviglioso stordimento stare in mezzo a tutte quelle scarpe!!!!!

Ho sbirciato sul libro dei sogni della mia titolare....RISTRETTEZZE ECONOMICHE, STANCHEZZA, PERIODO FATICOSO..ok, c'è tutto.

Ma oggi, anzi, ora, trovo un'analogia con uno spettacolo teatrale a cui ho assistito un paio di settimane fa. Si trattava di un brillante monologo -seppur creatura di un giovanissimo autore e regista..uomo che tenta di narrare il suo viaggio esploirativo nella mente femminile risvegliandosi una mattina..donna, appunto - in cui le SCARPE erano padrone della scena. L'attrice indossa durante lo spettacolo diverse paia di scarpe. le trova tutte sparse sul palco..dalle decolletè classiche agli stivali di gomma alle scarpe più sportive..per arrivare a dei vertiginosi tacchi a spillo rossi.

Sono le sue esperienze, i suoi modi diversi di affrontare diverse situazioni, quelle SCARPE sono strumentali alla sua vita che cambia ma sono anche protagoniste e mezzi utili ad affrontare meglio certe esperienze. Sono anche un vezzo, certo, un ornamento o, come ben sappiamo noi femminucce, un "amuleto".

Nel mese di ottobre ho comprato solo tre paia di scarpe: ballerine nere, pratiche, comode, fini, per essere sempre scattante in università e nei miei spostamenti sempre più frenetici. Tacco alto, nero, niente stiletto, un tacco corposo e spesso ed una punta arrotondata, per essere femminile ma "strutturata", sicura nella mia camminata. E poi arriva lui, stivale tacco basso, punta, color cammello..caldo e confortevole, una coccola per i piedi che devono lavorare tanto. Si abbina alla borsa di Mary Poppins che adoro e, altro vezzo che mi sono concessa -era indispensabile oltretutto- una cintuira del medesimo colore.

Insomma, mi sono attrezzata per le nuove esperienza che ho deciso di affrontare in questo mese, questa è la mia attrezzatura, parte della mia armatura per vivere il mio nuovo quotidiano.

Tutte queste dietrologie non sono poi così banali.

Il mio MATERIALE ONIRICO non è banale, le SCARPE hanno la medesima dignità di qualsiasi sogno fatto dai pazienti più psicopatici di Freud...e nessun trauma si può nascondere dentro le scarpe se non quello di indossare un tacco alto nuovo la prima volta per andare a ballare!

Ah, SCARPE....

 

 

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