16/06/2009

CIAO DALL'OMBRA

Oggi ho avuto una brutta notizia, la prima nel suo genere. Non riesco a rintracciare un iscritto da fine marzo, l'ultima volta che l'ho sentito mi disse che stava andando al pronto soccorso ma che non era nulla di che, circolazione....fatto sta che poi non sono più riuscita a sentirlo.

Oggi faccio una telefonata al suo studio, è un noto commercialista, e scopro dalla segretaria che non c'è più.

Ringrazio e riattacco il telefono, la botta è stata forte e inaspettata.

Richiamo, mi scuso per le poche parole della telefonata precedente e chiedo qualche cosa di più. E'successo il 15 aprile, è stata una cosa veloce e violenta. La segretaria, che è anche la moglie del figlio, chiede giustamente spiegazioni sulla mia telefonata, non sa chi sono ed io faccio la vaga. Si sarà fatta mille domande su questa giovane donna che chiama e sa tante cose del suocero, e la capisco.

E'stata una botta pazzesca, un'emozione strana, la prima nel suo genere.

Io so tante cose dei miei iscritti, delle loro vita privata, del loro mondo interno, io so cose che le persone che vivono accanto a loro non sanno. Ma sono nell'ombra nella maggior parte dei casi, custodisco i loro pensieri e le loro emozioni e sono un compartimento stagno della loro vita.

Ma parliamo di Angelo.

Siculo fino all'osso, era un affermato libero professionista. Non ricordo di averlo mai visto sorridere, il suo disperato tentativo di rivolgersi a noi per superare il dolore della perdita della moglie che aveva così tanto amato e che ama tutt'ora, ne sono certa, era stato vano. Certo, qualche donna gli era piaciuta, ma non riusciva ad andare oltre a causa di quel pensiero fisso che era rivolto alla moglie.

Le donne che gli erano piaciute le aveva portate tutte in quella casa sulla Costa Azzurra dove aveva perso la moglie mentre guardavano la tv accoccolati..si era addormentata, credeva lui, invece se ne era andata. Le portava li quelle donne che già sapeva non avrebbe mai amato, non so perchè si ostinasse a farlo, e poi finiva sempre con il parlare loro della compagna perduta.

Lo avevo rimproverato spesso, io ragazzina che rimprovero un professionista stimato come lui, conosciuto in vari ambienti.

Mi diceva come un bambino che "lo sapeva", che non lo avrebbe più fatto, e poi ci ricascava dentro.

Era depresso, lo sapeva e lo sapevo pure io, tante volte lo ho chiamato e gli ho urlato nelle orecchie "su con la vita, Angelo!!!".

Era un uomo tutto d'un pezzo che non si vergognava di soffrire come un cane per la perdita dell'unica donna che avesse mai amato.

E' brutto rimanere nell'ombra, me ne sono accorta oggi per la prima volta.

Non posso chiedere nulla a nessuno, non posso ricordare con nessuno "di quanto era caro Angelo", del suo carattere da finto pezzo di marmo, delle volte che mi ha fatto sorridere perchè risucivo a fargli scappare una battuta, o delle volte in cui lo ho rimproverato e lui mi ha risposto come un bambino di 5 anni che dice "non lo faccio più"...

Non potrò dire ai figli che il loro papà non ha mai smesso un istante di pensare alla loro madre, l'unica donna che lui avesse mai amato nonostante i tentativi disperati di dimenticare per un pò quel dolore che sembrava non abbandonarlo quasi mai. Con me poteva essere quello che voleva, anche un uomo fragile e lagnoso, con me lui poteva essere tutto quello che voleva, soprattutto se stesso.

A me lui poteva dirlo, lui poteva dirmi tutto quello che voleva senza doversi vergognare della sua fragilità, il suo nome non sarebbe stato intaccato in nessun modo.

Ti ricordo qui Angelo, ricordo tutto, e anche se non te lo ho mai detto ho sempre immaginato quella tua casa di Cannes, ancora con i vestiti della tua amata nell'armadio (lo so, non ci provare, me lo hanno detto..), quel sofà pieno di bei ricordi, quella finestra sul mare e tutti quegli oggetti acquistati nei vostri viaggi...io ho sempre immaginato tutto e i tuoi racconti sembravano disegnare su una tela quella che tu narravi.

Non ti ho salutato anche se il destino ha voluto che ti sentissi proprio nel momento in cui stavi raggiungendo l'ospedale.

Il mio CIAO, speciale, nell'ombra come so starci bene io, te lo do qui, in un posto tanto caro e intimo come io lo sono stata per te, spero.

Ciao Angelo, ora sei tornato con lei e sono certa che stai sorridendo anche se ti avrà fatto girare le scatole!

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