25/03/2009
AMICHE DI SEMPRE...
Con le persone che mi conoscono da una vita non devo giustificarmi di nulla, loro sanno come sono e qualsiasi mio gesto per loro ha un senso anche nel suo apparente non senso.
Se sono ad un ristorante, magari giapponese, e nel bel mezzo della cena io iniziassi a battere le mani, chi mi conosce non se ne stupirebbe affatto. Quando mangio qualcosa che mi piace, che adoro, spesso batto le mani perchè sono felice ed è un modo per apprezzare il cibo che ho davanti a me.
Se facessi questa cosa con chi mi conosce "meno", probabilmente qualcuno penserebbe che sono una matta a meno che io decidessi di spiegare il senso del mio gesto. Il fatto è che spesso mi voene spontaneo, è quasi un riflesso.
Questa cosa mi da noia.
In verità ieri una persona che mi conosce da non moltissimo mi ha chiesto il perchè di un gesto (che non ho capito ancora se mio o se di un'altra persona, ma comunque ne ero coinvolta..) ed io sono...caduta dalla pianta. Sì, sono caduta dalle nuvole perchè è un gesto per me così naturale e spontaneo, che non me ne sono nemmeno accorta, mentre in questa altra persona ha creato dei pensieri, a quanto pare.
Ho avuto un attimo di "confusione"..poi ho alzato la cornetta e ho chiamato la mia amica Sandra, che in verità non è una amica da tantissimi anni, ma prima che lo diventassimo mi ha osservata parecchio, quindi sa come sono. Le ho raccontato dell'accaduto e lei ridendo mi ha urlato: "Ma amore, tu sei così, chi ti conosce lo sa!" ed io mi sono fatta una risata.
Tra chi mi conosce bene le mie "stranezze" o "strane abitudini" o "strani modi di fare" o "manie" risultano assolutamente la normalità ed io non devo mai spiegare nulla. Anche certi miei modi di vivere le cose, che a volte possono risultare "sopra le righe" per chi mi conosce e mi vuole bene da tempo sono assolutamente la normalità.
Ho pensato al giochino delle canzoni che ho fatto con la Dico settimana scorsa. Eravamo davanti al pc e lei mi ha fatto sentire qualche canzone..mi guardava e ridendo mi urlava "questa sei tu!". Non erano sempre complimenti, ma cavolo, ero io, in tante cose ero io. Io ho più facilità nello scrivere, magari nel parlare, lei mi ha "descritta" così con quegli stralci di canzoni di Vasco presi qua e là sulla rete, ognuno ha i suoi modi e i suoi canali preferenziali per esprimere quello che pensa.
Dopo dieci iniziali minuti da quella domanda, minuti di "pensieri", mi sono rilassata e sono giunta alla conclusione che in fondo a me non interessa nulla di dovere "spiegare" o "motivare" certi miei atteggiamenti o modi di fare che per me sono così NATURALI al punto di non rendermene neppure conto e non ricordarli nemmeno quando qualcuno mi interroga a riguardo.
E poi, soprattutto, cosa è NORMALE e cosa NO?!?! Chi può dire COME le cose dovrebbero essere?! Giusto un giudice ad un processo, avendo davanti il codice civile o penale. Ma io di giudici non ne conosco e di reati non ne ho ancora commessi.
Certo, se i miei gesti facessero soffrire qualcuno allora sì che sarebbe un problema e mi sono interrogata su questo quei dieci minuti.
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