21/10/2008
FIGC
Ebbene sì, questo anno la mia squadra ha debuttato in FIGC.
Non me lo aspettavo, non ce lo aspettavamo, insomma, non se lo aspettava nessuno, ma per una serie di circostanze ci siamo ritrovate da mercoledì scorso-giorno in cui sono tornata a casa con un occhio viola invece che azzurro per una pallonata in faccia- a debuttare il sabato in FIGC.
Panico, sono stati giorni tre giorni di panico per me.
Il fatto è che questa importante decisione la abbiamo dovuta prendere in 10 minuti dopo una amichevole-che ho giocato con la borsa del ghiacio sull'occhio... ;-) ed in cui non ne ho fatta passare una di palla, o ancora meglio come dice Mario, "la porta è stata inviolata"(certo, le mie compagne hanno fatto di tutto per tenerla dall'altra parte la palla!!!). Ero già stordita dalla pallonata e poi piove dal cielo questo ometto simpatico -che ora è il nostro presidente- con questa opportunità della FIGC e dei due allenamenti a settimana. Abbiamo colto l'occasione al volo.
Faccio un passetto indietro, verso la pallonata in faccia.
La suddetta pallonata mi è arrivata da una mia compagna di squadra che ovviamente tutto voleva tranne che colpirmi, ma effettivamente le mie compagne non hanno ancora ben chiaro che quando il Mister dice "fate i tiri in porta allaChiara" non significa "tirate tutte contro di lei" ma bensì una alla volta. A parte questo, quella pallonata oltre che stordirmi ha innescato in me una serie di riflessioni.
Ho scoperto di avere una fobia vera e propria di rovinarmi la faccia ed in particolare modo il naso, il che implica che o smetto di giocare o miglioro e non permetto a nessuno di colpirmi in faccia. Ho optato per la seconda.
Seconda scoperta, gli uccellini e le stelline che fanno vedere nei cartoni animati che circondano la testa di chi prende una botta forte si vedono davvero!!! In verità i miei sembravano più farfalline che uccellini, ma ero così stordita che posso avere visto male.
Dopo un primo momento di scorforto, un pò per il dolore ed un pò per il fatto che vedessi molto poco dall'occhi colpito, in cui mi hanno fatta uscire dal campo, mi sono veramente girate e sono voluta rientrare e coprire la MIA porta.
Eh sì.
Ho voluto dimostrare alle mie compagne - ma non so se se ne sono accorte- che non mi sarei lasciata scoraggiare da una botta in testa, e sarei rimasta in porta comunque a fare il mio dovere. La verità è che da quando ho qualcuno che mi prepara sto prendendo a poco a poco sicurezza.
Ho fatto un anno a giocare in porta senza sapere praticamente quasi nulla di quello che avrei dovuto fare, ed i miei allenamenti consistevano in me in porta e qualcuno che tira la palla. Da quando sono arrivati Ciro e Mario le cose iniziano a cambiare e quando entro in campo non mi sento più un birillo da colpire ma inizio pian piano ad ulitizzare quelle strategie da portiere che non avendo mai giocato o seguito il calcio prima ignoravo. Sto prendendo maggiore consapevolezza e spero di continuare a migliorare.
Un'altra cosa che pesa e non poco è il confronto con il portiere che ha sempre accompagnato le mie compagne, ovvero Marzia.
Se esistesse un PALLONE D'ORO del Futsal, Marzia lo avrebbe vinto. Lei è una grande, è pazzesca, è indescrivibile. Ed io?! Io a confronto sono il nulla, sono veramente un birillo appoggiato tra due pali.
Un'altra cosa per farvi capire da dove sono partita io...quando ho cominciato l'anno scorso mi sono fatta male diverse volte, motivo per cui ho saltato molto allenamenti e mi sentita criticare spesso. Ed ecco spiegato perchè. Non ho mai giocato prima, mai guardato partite, e "cose naturali" per chi gioca come l'uso dei parastinchi o delle ginocchiere, delle gomitiere, a me era ignoto. Anche i pantaloni imbottiti da portiere. Immaginatevi voi come è stato facile farsi male e demotivarsi, sentirsi veramente un birillo tra due pali.
Ora le cose sono cambiate, ho imparato sulla mia pelle ma più sulle mie ossa ad utilizzare le protezioni ed ora mi stanno aiutando moltissimo tutti per quanto comcerne la teoria.
Mi chiedo se queste riflessioni chi ha giocato con me l'anno scorso le abbia mai fatte, e mercoledì scorso sono tornata a casa con un pò di amarezza e agitazione.
Ora voglio "studiare", dimostrare che, anche se non sarò mai come Marzia, con un pò di aiuto e di esercizio posso fare qualche cosa di buono anche io.
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