26/09/2008

IGNORANZA MEDIATICA

Ultimamente, se l'avrete notato, ho un rigetto nei confronti della categoria dei GIORNALISTI.
L'ultima che mi ha fatta incavolare riguarda "l'allarme latte in polvere cinese" che per giorni ci hanno detto essere contaminato dalla "MELANINA" invece che dalla MELAMINA. Peccato che la differenza tra le due "sostanze" sia considerevole. La MELANINA è una delle molecole biologiche diffuse in animali vegetali e protisti, con diverse funzioni, la più nota ma non l'unica delle quali è quella propriamente pigmentaria, cioè atta al conferire alla struttura una colorazione propria, mentre la MELAMINA è una sostanza chimica utilizzata solitamente per la produzione di plastica, di colla e di resine sintetiche, che è stata appunto trovata all’interno del latte in polvere di ben 69 marche (veniva utilizzata per far sembrare che il latte avesse maggiori proteine).
Pur di fare partire immediatamente l'ALLARME RISTORANTI CINESI, invece di informarsi come ho fatto io, che sono assidua frequentatrice ed estimatrice della cucina orientale, (ed è bastato googlare MELAMINA..non c'è voluto molto....), hanno immediatamente fatto partire la macchina mediatica contri i ristoranti cinesi parlando oltretutto di MELANINA!!!!!!
Che tristezza....che vergogna...
Inoltre non mi risulta che la cucina orientale sia ricca di piatti in cui il latte ne è ingrediente, motivo per cui trovo inutile e RAZZISTA (questo sì!!!!) attaccare immediatamente i ristoranti cinesi.
Quando ci fu l'allarme MOZZARELLA infetta nessuno si è preoccupato di lanciare un ALLARME PIZZA o ristorante italiano, anche se a dirla tutta la mozzarella e il latte sono uno dei principali ingredienti di molti piatti tipicamente italiani.
Questi poveri ristoratori cinesi si sono trovati così a doversi difendere dagli attacchi mediatici contro le loro attività a cui i più caproni hanno ovviamente creduto.
Un esempio di capronaggine a me vicina: MIA MADRE.
"Ecco, lo sapevo, tu e la tua cucina cinese, bla bla bla.....sarai intossicata!!!!"
Ed io: "Mamma, che cazz dici!!! Quanti piatti ci sono nella cucina cinese a base di latte?!"
E lei: "shfbfrkfnjewixnxwe?!?!?!?!?!" -per farvi capire la sua espressone facciale...di VUOTO..
E così mi dice che effettivamente ho ragione, forse hanno esagerato. Le faccio notare che l'allarme mozzarella di bufala di qualche mese fa non ha dato problemi ai pizzaioli italiani per farle capire quanto sia ingiusta questa manovra mediatica, e lei annuisce.
Forse un pò di speranza c'è, mi dico. Se mia madre che un pò caprona lo è, dopo una banale analisi della situazioe ci può arrivare a discriminare l'INFORMAZIONE da quella che invece è la NOTIZIA che fa odiens, allora forse anche i caproni se chiamati ad usare il loro spirito critico-che moooolto spesso è mooolto bene nascosto- qualcosa lo capiscono.

Detto questo, forse farò la mia prima festicciola di compleanno, ma non ne sono ancora certa...e forse festeggerò anche la laurea, anche se un pò in ritardo.
Devo superare questa mia avversione nei confronti delle feste di compleanno..anche se chi mi conosce sa che rifiuto più che altro l'idea di organizzare una festa per me stessa, cosa che invece mi viene più facile quando si parla di terzi.
Mi sto facendo un pò di regali...una settimana tutta di serate trascorse tra donne, martedì con la mia collega e amica e la mia ex collega nonchè DONNA GRAVIDA-oramai la chiamo così, sarà dura dopo il parto tornare a chimarla per nome....mercoledì all'insegna degli allenamenti-con conseguente giovedì ed oggi di dolori terribili e difficoltà nella deambulazione- ieri sera cena al bavarese con vecchie amiche, 7 donne e tanta buona birra- e stasera altra serata tra donne, ma più sofisticata.

Caro Gesù Bambino (si interpella Lui anche per i compleanni?!?!?!) questo anno per il mio compleanno vorrei tanto ricevere un'ondata di SPIRITO CRITICO in tutti quelli che mi stanno accanto. Un pò di più per mia madre, grazie.

In compenso oggi è il compleanno della ELE!!!!
Ma si festeggia al ritorno della sua meritata vacanza...così festeggeremo in due.
Tanti auguri cara amica Ele, che questa giornata sia piena di relax e di gioia!!!!!!!!!!!!!!!!

25/09/2008

E MI GIRANO

E' consuetudine, come ogni anno, che nel periodo immediatamente antecedente il mio compleanno mi debbano girare in modo pazzesco per svariati motivi che vanno anche al di là della mia vita personale.
Tiriamo in ballo ancora la storia pazzesca del razzismo a Milano, ad esempio. Abdu, il ragazzo ucciso "perchè ha rubato un pacchetto di biscotti", dicitura patetica e sintetica utilizzata dai miseri giornalisti che non sapendo fare più il loro lavoro sono diventati abili sceneggiatori televisivi, abili a montare il "caso" che faccia discutere. Dovete sapere che sotto casa di Richi il bar è stato deturpato in ogni modo e la strada riempita di biscotti. I coglionazzi che amano strumentalizzare tutto e venderebbero pure il di dietro per finire alla tv e fare notizia hanno organizzato una "marcia di pace" nel centro di Milano per poi arrivare sotto casa, ovvero dove è successo il fatto, e tentare di distruggere e sporcare ogni cosa, anche della povera gente che non ha fatto nulla di male e non ha ucciso nessuno. Non solo. Questi imbecilli che si nascondono dietro al pacifismo e alla marcia per la pace hanno marciato in buona parte con VISO COPERTO, e questo la dice lunga sulle loro intenzioni che poi si sono chiaramente dimostrate.
Non solo.
Il video della banca dimostra che non ci sono state ripetute bastonate e nessun"negro bastardo" urlato, solo un colpo, purtroppo fatale.
Ed ora vi dirò una cosa per cui risulterò molto inpopolare.
Se io vedo mio padre, che lavora giorno e notte come nel caso in questione (il giorno al bar, la notte come venditore ambulante) rincorrere un ragazzo perchè è entrato nel bar, ha preso QUALCOSA ed è fuggito (per un pacchetto di biscotti si fugge??! o ci si ferma a pagare?!?!?!) mentre rientrava dalla notte di lavoro, e quindi posso tranquillamente pensare che possa avere rubato l'incasso, lo vedo correre e poi lo vedo circondato da tre ragazzi che nel frattempo hanno preso da un cassonetto delle bottiglie e un manico di scopa, cosa faccio io, Chiara, figlia del mio papà?!
Giù mazzate. Certo, lo avrei fatto anche io, anche io avrei difeso mio padre ed il suo lavoro, certo NON con l'intento di uccidere, intento che secondo me non ha avuto neppure il ragazzo che ha compiuto il terribile gesto. Nero, bianco, giallo oppure verde. Il colore non c'entra nulla, la storiella del RAZZISMO la hanno montata i giornalisti e quei quattro imbecilli che volevano un pò attirare l'attenzione e fare "una marcia di pace" a viso coperto.
Quanta ignoranza in Italia, quanto degrado nel mondo dell'informazione, dove ogni notizia viene oramai strumentalizzata per fare TELEVISIONE anzichè INFORMAZIONE. Lo sapete che giusto 4 giorni dopo questa disgrazia un gioielliere di corso Buenosaires è stato massacrato da un rapinatore?!?! Massacrato nel vero senso della parola, ma non se ne è parlato poi così molto, anzi. Il rapinatore non è stato messo alla gogna, niente telecamenre, niente di niente, e di quel poveretto non ho saputo più nulla.
Non solo.
Lo sapete che a piedi io da casa di Richi a corso Buenosaires ci metto 10 minuti?!?!?! Ed è in centro a Milano...eppure via Zuretti sembra diventata una sporca periferia, fuori dal mondo e abbandonata, stando a quello che dice la TV, alle vecchiette rincoglionite che raccontano stronzate ma più che altro ai giornalisti che assediano la via per cercare qualche ignorante che dica le cose più utili da strumentalizzare.
Non solo.
"Via Zuretti, periferia abbandonata e sporca di Milano". Ma che stronzate sono queste?!?! Credo che sia uno dei pochi posti che ho visto in vita mia dove quasi ogni notte passa la pulizia strade nei dintorni, motivo per cui di sporcizia io non ne vedo, a parte le bottiglie che qualche coglione lascia per strada dopo essersi fatto la seratina in qualche locale dei dintorni.
Ma non è tutto qui, ci sono altri motivi per cui mi girano e per cui sono demoralizzata.
Ieri mi sono fatta male mentre mi allenavo e sono andata SOLA al pronto soccorso, non è stata una delle mie notti migliori ma l'importante è che non sia nulla di grave. Mia madre mi ha rotto le scatole tutta la mattinata. Ho delle amiche rincoglionite. Una mia iscritta depressa mi sta facendo tipo 5 telefonate al giorno e non la sopporto più. Lo stipendio ultimamente mi deprime. Il fatto è che potrei andare avanti per ore a spiegarvi tutti i motivi per cui MI GIRANO, ma vorrei tanto dimenticarmeli.
Inoltre ho l'ansia....perchè non ricordo un mio compleanno bello, mah, forse uno, ma ho un ricordo vago e confuso....

16/09/2008

MORIRE A 19 ANNI. E UCCIDERE A 31

Avrete sentito tutti di quello che è successo sabato notte a Milano, il ragazzo ucciso a sprangate in mezzo alla strada per avere rubato un pachetto di biscotti. Seguivo la vicenda alla tv, incuriosita, quando mi sono resa conto che il bar che stavano mostrando al tg era proprio quello sotto casa a Milano. Ho visto il nostro portone, il Shinig bar, e mi è corso un brivido lungo la schiena.
Poi ieri gli sviluppi: i due assassini sono anche i proprietari del bar sotto casa.
Dovete sapere che io e Richi non lo frequentavamo assiduamente quel bar, a Richi non sono mai piaciuti i proprietari, persone che non sorridono, che non fanno due chiacchiere mentre bevi un caffè. Andiamo sempre 50 metri più avanti, al bar"degli Amici", molto demodè ma molto "confortevole", gestito da una famiglia.
Solo questione di simpatia, sia chiaro.
Settimana scorsa ero lì una mattina, per caso, il portinaio di casa mi ha voluto offrire la colazione a tutti i costi.
Il figlio 31enne mi ha fatto il cappuccino, io ho sorriso, come cerco di fare sempre, lui nulla. Niente chiacchiere e niente sorrisi. Ho pensato che fosse un ragazzo triste, tutto qui, anche se il fatto che lui e suo padre in un anno che vivo praticamente lì non mi hanno mai salutata, neppure risposto ad un mio sorriso. E pensare che si dice che a Milano i rapporti di vicinato sono inesistenti...io conosco tutti i vecchietti del palazzo, datate coppie arzille, conosco bene la famiglia che gestisce il bar degli Amici e chi lo frequenta. Si esce anche se capita.
Ma loro no, non ci sono riuscita, sono persone che non lo permettono.
Quando passo carica di borse delle spesa loro sono sempre li, seduti fuori dal bar, magari si fanno una risata perchè sono carica come un cammello da soma, e finisce lì.

Ma sia chiaro, non li ho mai creduti delle cattive persone.

Questa notte ho versato un paio di lacrime per loro.

Certo, penso a quel ragazzo morto a 19 anni per un pacchetto di biscotti, ma penso anche a quel ragazzo triste che ha sulla coscienza un omicidio. Poi scopro che oltre ad avere il bar aperto dalla mattina alla sera, il fine settimana lo trascorrevano a lavorare ancora come ambulanti in zona stazione. Mi sono chiesta che vita hanno fatto, solo lavoro, e mi sono spiegata il fatto per cui quel giovane ragazzo era così triste.
Ho pensato alla stazione centrale di Milano, a tutti i furti che sicuramente hanno subito lavorando il fine settimana lì, al lavoro che fai per arrotondare la notte per poi ricominciare il mattino con il bar, magari sfumato in un niente per il solito furto. Ho pensato alla loro esasperazione, ai ladruncoli della stazione che tutti i giorni la passano liscia.
E poi il pensiero è tornato tutto a loro, mi sono chiesta se quelle sprangate invece di darle solo a quel giovane 19enne, non le hanno date a tutti quelli che fino ad oggi li hanno derubati.
Sia chiaro, non li sto giustificando, sto solo facendo dei pensieri su cosa può essere scattato in quelle due teste.
Fuori dal bar hanno appeso dei cartelli con scritto "assassini" e chi più ne ha più ne metta.
Il pensiero torna al ragazzo ucciso come un cane a bastonate, ma non posso non riflettere anche sulla disperazione che si deve avere nel cuore per uccidere un ragazzo a sprangate e alle responsabilità di questo gesto che non sono solo di chi lo ha commesso, ma anche di chi, da anni, permette che i commercianti vengano depradati, derubati, senza tutelarli. A volte uccisi, anche loro. Ma nessuno si è mai permesso di chiamare i loro assassini per nome, perchè la maggior parte delle volte la fanno franca.
Non vi chiedo le due lacrime che ho versato anche per loro, gli "assassini", vi chiedo solo di riflettere anche su questo punto di vista.

05/09/2008

IO e ME

Oggi sono KO. Mi fanno male le gambe, i polsi, le chiappe. Mercoledì ho iniziato la preparazione, abbiamo corso per una quarantina di minuti e poi soliti allenamenti, con addominali annessi. Sono così piena di acido lattico che se mi potessi fare mungere come una vacca per eliminarlo, lo farei. Come se non bastasse mi sono beccata Figurella (o Figuraccia?!?!?) martedì e ieri, non perchè mi piaccia farmi del male, semplicemente perchè le vacanze con uomini che mangiano volentieri- come me, del resto - salsiccia e polenta a Ferragosto non hanno potuto che nuocermi. Inoltre il padre di Richi prima di consegnarci le chiavi della casa (Chamonix, Francia) , mi ha detto: "mi raccomando Chiara, svuotate tutto, anche gli alcolici, lo champagne..." ed io non potevo contraddirlo. Gli sbagliati ad oltranza con champagne al posto dello spumante mi hanno giusto quel poco..GONFIATA. Ma sono brava, in 3 giorni ho già perso 1.7 kg.
Comunque, veniamo ai miei pensieri di stanotte.
Ieri sera ho guardato la puntata di Sex and the City che davano su La7. Lo so, ho tutte le puntate a portata di dvd ma quando le trovo in tv è sempre un piacere, non posso scegliere la serie o la puntata, c'è e basta.
Le solite cose, Big non Big, Charlotte ed il suo matrimonio..Carrie che tradisce...la terza serie.
Ed io che non ci dormo tutta notte, e la mia faccia, se la poteste vedere, non farebbe altro che confermarvi questa cosa.
Mi sono chiesta se questo telefilm con le sue idee "innovative" o forse solo prima taciute, abbia influenzato in qualche modo il mio pensiero di donna, di rapporto amoroso e di matrimonio.
Cavolo a me il matrimonio terrorizza, perchè metto io metto in conto il fatto che i rapporti possano finire, che da qualche parte io abbia una "data di scadenza", magari accanto ad un capezzolo o su una chiappa e che prima o poi chi mi sta accanto mi lasci, ma ancora di più che chi mi sta accanto possa averla quella data di scadenza e io un giorno la veda. E via, finisce ed inizia un'altra storia.
"Tutta colpa di questo malefico telefilm...." ho rimuginato. E mi sono sentita una fessa.
Poi alle 4.00 di mattina è arrivata la rivelazione: "Azz,quando avevo 14 anni sono stata per quasi 4 con un ragazzo perfetto, bello, studente universitario e lavoratore, ottima famiglia alle spalle..aveva 6 anni più di me. Era l'allenatore di pallavolo delle mie amichette, e la nostra storia aveva creato pure un pò di scalpore vista la mia e la sua età. Una storia perfetta, lui che mi fa mille sorprese, io che mi sento una principessa. Ma verso i 16 anni ricordo un incubo ricorrente: io in abito bianco, lui che mi aspetta all'altare, io che ho voglia di fuggire ma lui è li..allora tardo ad incamminarmi. Me lo sono portata a dietro per un anno questo sogno, poi è finita."
Non sono ancora così imbecille da farmi così influenzare dalle idee di un telefilm, mi sono detta. Che respiro di sollievo!!!
Le idee strampalate sui rapporti ed il loro andamento io le ho sempre avute, meno male! (!?!?!?!?!?!?!?!?!?!)
Per quanto riguarda il titolo del post, un senso lo ha, ma ora non ho voglia di spiegarlo, però vi lascio un'indizio se mai potesse interessare: IO è ciò che resta immutato, ME varia, di continuo....

03/09/2008

UNA LUCE NEI SERVIZI

Un paio di settimane fa mi è arrivata una telefonata inaspettata.
Una delle mie ragazze della comunità alloggio-prigione(!!!) in cui ho lavorato, una delle più "problematiche", di quelle con cui più difficilmente sono entrata in relazione, anche a causa degli psicofarmaci che le venivano somministrati. Una storia alle spalle pazzesca, di quelle che sembrano film : una madre che se ne va alla sua nascita, che partorisce figli come conigli, ed il padre che non è da meno, anzi. Cambia donna spesso, la porta in casa, e l'utente in questione subisce ogni errore del padre, che va da compagne tossiche, alcolizzate e chi più ne ha più ne metta.
Così lei non ha di fatto mai avuto una autentica figura di riferimento.
Di lei ricordo le urla isteriche, il coltello in mano, le minacce di buttarsi giù dalla finestra. E poi la ricordo che ciondola sul letto, come una bambina, lei con i suoi 17 anni, con il pupazzo in mano in una situazione quasi di catalessi ed un terribile lamento.
Io me ne vado, lei ha il trasferimento in un'altra comunità.
E poi, dopo un anno, quella telefonata inaspettata.
"Ciao Chiara, non ti sei fatta più sentire. Come stai? Quando mi vieni a trovare?! Mi piaceva uscire con te quando eravamo all'altra comunità".
Ed io mi agito. Nell'altra comunità era vietato tenere il cellulare, mi hanno vietato di vedere e sentire le ragazze, non possono nemmeno uscire e non posso andarle a trovare. E proprio Lei mi chiama e mi chiede di andarla a trovare.
Prendo l'appuntamento, ma nei giorni antecedenti non ho fatto altro che pensare e sospettare che ci fosse sotto qualcosa...non so perchè, forse nell'altra comunità hanno forgiato questo tipo di pensiero perverso in me.
Ho pensato che avesse bisogno di soldi, di un cellulare nuovo, o qualcosa di simile.
Arriva il giorno dell'appuntamento.
Arrivo alla comunità, tra Quarto Oggiaro e Affori, zona non delle migliori, e mi ritrovo in una comunità senza cancelli chiusi o sbarre, in un bel parco, un bel gatto che vaga libero, le finestre sono aperte, delle ragazze sono in giardino, altre in stanza...insomma, non è un lager!!!
E poi arriva lei, dimagrita e con gli occhi svegli, vigili, non rincoglionita dai farmaci. Faccio due chiacchiere con un'educatrice, molto allla mano, mi dice che hanno eliminato ogni psicofarmaco. "Certo, Chiara, è una bella gatta da pelare lei, ma va meglio". Ed è vero, così sembra. Non vogliono i miei documenti, non mi fanno mille domande, non chiedono il percorso esatto di dove andrò, solo vagamente l'ora del rientro.
Così usciamo.
E'lucida, mi racconta la sua estate, la vita nella nuova comunità dove, se vuole, può anche stare nella sua stanza da sola-nell'altra comunità era vietato-. Ha sempre le sue idee strampalate sulla vita, sull'amore,ragiona come una ragazzina di 13 anni nonostante il corpo da donna e i suoi 17 anni, ma sta meglio. Non ha bisogno di nulla, glielo chiedo, e quando le offro qualcosa sta sempre attenta al fatto che io "non debba spendere troppo".
Rientramo e l'educatrice mi dice che se la voglio tenere con me qualche fine settimana, non c'è problema, così che mi accordo subito per tenerla la domenica.
Siamo state a casa mia, poi al cinema e a cena fuori. Ero agitata, ma col passare delle ore mi sono rasserenata e tutto è andato via liscio fino alle 10 di sera quando l'ho accompagnata con Richi in comunità.
Abbiamo visto il nuovo cartone animato della Disney-lei, in fondo, è una bambina- e poi, per rimanere in tema, siamo stati al ristorante cinese, dove lei è stata attenta a non "farci spendere troppo".

Mi sono sentita una stronza ad avere pensato male, che ci fosse sotto qualcosa, e mi sono resa conto di quanto quella comunità avesse fatto del male ad entrambe. Ma ora, grazie al cielo, ognuna di noi due ha trovato la sua postazione ideale.

Lei ha sempre la fissa della "famiglia" che non ha mai avuto, e come darle torto. Se si parla di qualche persona, comune, cantante attrice, lei chiede di rito se è sposata e se ha figli. Chissà poi perchè. Ricordo che un giorno, verso Natale, mi mostro la letterina per Babbo Natale-aveva 15 anni-: aveva ritagliato da alcune riviste delle fotografie di vita comune, vita famigliare, immagini tipo "Mulino Bianco", ed aveva chiesto una sola cosa: "per questo Natale ti chiedo solo una FAMIGLIA".

Ora quella comunità è la sua famiglia, una comunità caciarona, tante persone, volontari, educatori, suore, suore che per farla contenta se devono accompagnarla da qualche parte e lei lo chiede si spogliano dei loro abiti monacali per fingere di essere laiche, suore che le vogliono bene anche se lei, come so bene, è una bella gatta da pelare.

Mi sarebbe piaciuto incontrare anche le altre mie ragazze lì, in quella comunità piena di luci, con pochi cancelli, nessuna chiave, e tanta VITA.

01/09/2008

THE END?!?!?!

Sono cocciuta, mi sono proprio intestardita.
La parola FINE, alla volte, non riesco proprio a concepirla, soprattutto quando si parla di rapporti di Amicizia, quella vera, non la conoscenza, l'Amicizia di certe persone che non riesci a non immaginare più nella tua vita.
Per assurdo, la parola fine ad un Amore sì, questa la concepisco, perchè un amore è fatto di certe cose come la Passione, l'attrazione fisica, il rispetto, la stima...che diciamocelo, possono spegnersi per vari motivi.
Ma no, in amicizia no cavolo, non lo concepisco.
Parlo di una persona con cui ho trascorso un sacco di anni della mia vita, dalle elementari, a più riprese. Ecco, "a più riprese" sì che lo concepisco, è normale nelle diverse fasi della vita che possa accadere, ma "basta" mi viene difficile da concepire.
La persona in questione ha una testa di "Azzo" almeno quanto me, un bel carattere forte, piena di contraddizioni forse più di me. E'una donna molto indipendente ma di fondo è una "chioccia", ama prendersi cura delle persone che le stanno attorno, soprattutto della sua famiglia, e lo sa fare bene. E' parecchio lunatica, questo sì, ma è uno dei lati del suo carattere a cui mi sono affezionata subito.
Ricordo che è piombata nella mia classe quando l'anno scolastico era già cominciato, aveva una tutina nera con gli elastici alle maniche e ai pantaloni verde scuro-più marcio che scuro come colore-, ai tempi si usavano molto gli elastici alle maniche e ai pantaloni della tuta.
Dopo pochi giorni siamo finite in banco insieme, all'ultimo banco in fondo sulla sinistra della classe, ci facevamo delle grasse risate e avevamo una fissa per Fantozzi perchè forse in certi suoi caratteri ci riconoscevamo parecchio. Avevamo una malefica pianta alle spalle, poggiata sull'estremità superiore dell'armadio, di quelle che fanno rami lunghissimi e cadenti che s'intrecciano, era lì, in alto alle nostre spalle che rompeva sempre le palle. Ah, sì, era una patata americana fatta germogliare, era un pò il nostro "pouff" di Fantozzi, la "signora pianta" a cui facevamo la riverenza prima di sederci, perchè quella maledetta pianta era lì sempre pronta per caderci in testa.
Eh, sì, mi faceva già spisciare dal ridere ai tempi. Ricordo che quando la mestra Maria Grazia correggeva i temi-a lei piaceva scrivere, era brava- se le venivano corretti degli errori di grammatica lei si incazzava come bestia. Ogni tanto si incazzava così tanto che si andava a chiudere in bagno, così che la bidella Mina la andava a recuperare con il passpartout. Già ai tempi aveva un carattere di ferro e qualche sbalzo di umore che se si incazzava duro -concedetemi la volgarità- erano cavoli amari.
Eravamo abilissime durante la pausa in palestra a rompere le scatole alla maestra marella senza figli ne patente con domande imbarazzanti sul sesso, tipo: "Maria Grazia, Maria Grazia, ma quando un uomo e una donna lo fanno, lui lo deve appoggiare sopra o mettere dentro?!?!", ed in effetti, ora che ci penso, non lo sapevo veramente perchè l'educazione sessuale a scuola credevano di averla esaurita facendoci leggere un libro dal titolo "La rana sulla scarpa" di cui non ho ancora capito il nesso con l'educazione sessuale.
Eravamo sempre pronte a mettere in imbarazzo la maestra, due vere piccole carogne.
Sia io che lei non amavamo particolarmente la tartaruga d'acqua che avevamo in classe, e quasi per ironia della sorte le maestre la avevano piazzata dietro di noi, a cavolo quanto puzzava!!! Così, oltre alla pianta ci siamo beccate pure quella dietro, e quando si trattava di fare i vari sorteggi per le faccende da sbrigare in classe, a me e a lei toccava sempre per sorte cambiarle l'acqua e pulirle...la merda!!!-scusate il latinismo-. Ecco, ci sentivamo un pò delle Fantozzine con la nostra pianta e la tartaruga puzzona, erano un pò la nostra nuvoletta di Fantozzi.
Gli anni sono passati, ci siamo perse di vista e riprese, appunto a più riprese, qualche battibecco tipico della giovane età e del sesso-l'essere donne ci rende tutto più difficile-, qualche viaggio assieme, un sacco di discorsi-abilissime anche in questo!!! lei fuma, io caffè...e bla bla bla- e qualche scornata.
Tutto questo fino a 3 anni fa, un piccolo battibecco per l'organizzazione del capodanno-ero asaurita, mi era sparito il gatto in seguito al trasloco..-, io che la cerco, lei che non risponde. Poi, un giorno, risponde e dice che "non le interessava frequentarmi", era una fase così.
Ovviamente ci ho pianto, ci sono rimasta a bocca asciutta, mi sono chiesta e le ho chiesto se avevo fatto qualcosa che l'avesse offesa, ma lei non aggiunse altro. Mi feci un pò di domande, poi di fronte ad una frase del genere non seppi più che fare. Pensai ad una fase del nostro rapporto, ma ora che sono passati anni...eccheccazzo quanto dura una fase?!?!
E così ci riprovo.
Mando un messaggio, chiedo come va, lei risponde poi sparisce ancora.
Un altro messaggio, a distanza di un paio di mesi, un invito, nessuna risposta.
Avra' da fare?!?!

Poi mi sono risposta di no. Io ho un sacco di cose da fare, 24 ore non mi bastano per tutto. Lavoro, studio per specializzarmi, ho un uomo, mangio, mi lavo, vado in bagno, ho il calcio e gli allenamenti, il campionato, esco con le amiche e bado alla casa-ultimamente mooolto poco..- ma io almeno due ore per lei a settimana le troverei comunque. Almeno, oltretutto.
Nella mia immaginazione mi sono vista in pigiama o abiti improponibili come abbiamo sempre fatto, divano o letto, tv, qualche dvd, le sue sigarette, a ridere ancora, scherzare, io e lei in campeggio che dopo 5 giorni non siamo ancora riuscite ad "evacuare" e lei che mi canta "Vorrei, vorrei...." di Cesare Cremonini, io che rido, ed i vecchi che fanno la guardia a chi va in bagno e lei incazzata nera con la sua carta igienica in mano e nell'altra la sigaretta, possibilmente dopo il caffè perchè allora diventa un "cocktail diabolico", altro che lassativo!

Una fantasia, tutta una fantasia, o meglio, PASSATO.

Mi sono chiesta ancora cosa posso avere fatto di tanto grave ma una risposta non me la sono data.
Ripenso alla sua ultima frase e al male che mi ha fatto, e quasi mi chiedo perchè continuo a volerla nella mia vita, ma la risposta io la ho, pronta.
PERCHE'LE VOGLIO BENE. TI VOGLIO BENE, "AMICA".

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