07/05/2012

ciccia nel cervello

Da un pò di tempo faccio caso a quanto le persone che hanno in comune l'obesità abbiano in comune anche il modo di pensare.

Stesse lamentele, stesse lagne, stesse scuse, stessi atteggiamenti che si avvicinano al bipolarismo e vanno da momenti di "burloneria" a momenti di negatività e ostilità assoluta nei confronti di chi mina il loro disequilibrio.

Spesso sono tutte persone che SE LA RACCONTANO, che raccontano a se stessi e agli altri che a loro va bene così, oppure che è GONFIORE, oppure sostengono di non mangiare tanto o addirittura di non mangiare. Inanzitutto non mangiare fa male e il metabolismo si addormenta, non brucia. Io non predicherei mai il NON MANGIARE anche perchè io adoro mangiare e ultimamente ho recuperato il desiderio ed il piacere di cucinare. Sano, ovvio.

L'equilibrio è prima nella testa, se non c'è li non si può pretendere che ci sia fuori.

Come dico sempre io a mia madre NON CI SONO SCUSE, se è grassa è perchè mangia male e troppo e le ho piazzato dei bei disegnini di porcelli su dei post-it rosa un pò ovunque.

Lo stress, le cose brutte che accadono nella vita, sono cose alla portata di tutti, ma non tutti siamo grassi.

Per chi è in forte sovrappeso è facile creare rapporti di dipendenza non solo dal cibo, la dipendenza si estende a persone, a pensieri che diventano fissi, ad atteggiamenti spesso ostili che mirano a difendere il proprio piccolo mondo che di fatto intrappola.

Si cercano continui rifugi, che sia il cibo, che sia una persona, che sia una passione, che sia un qualcosa per cui piangersi addosso. E quante volte ho sentito la stronzata del "ho bisogno di zucchero!" Quel bisogno è creato nello stesso modo in cui il cocainomane dice di avere bisogno della coca. E' una dipendenza da cui bisogna uscire. 

Proprio ieri sera ero con un'amica che deve perdere un pò di kg. Dice di mangiare bene, ma per me patate e pancetta, ovetti di cioccolata superchimici, porzioni molto abbondanti e patastine industriali non sono affatto mangiare bene. Io ovviamente la cazzio a tutto andare. Io mangio sano, evito prodotti industriali, bevande dolci o gassate. Sia chiaro, quando sono in vacanza se ho voglia di una schifezza me la concedo, ma il mio stile di vita è effettivamente molto sano, soprattutto negli ultimi anni.

Non è una questione solo estetica, altrimenti potrei dire di avere già fallito su me stessa, ma, come ho ribadito ieri sera alla mia amica, si tratta di SALUTE.

Il corpo che abbiamo in dotazione è uno, non si può cambiare, non ci sono pezzi di ricambio, ci deve accompagnare per tutta la vita.

La mia amica ieri sera mi ha detto che spesso sono troppo dura e diretta, che ognuno ha i suoi tempi per le cose. Se sono dua è perchè tengo alla persona a cui sto rompendo le scatole, e la mia risposta dura al suo "ognuno ha i suoi tempi" è stata l'unica possibile.

La morte non aspetta, non gliene frega nulla dei tuoi tempi, svegliati!

Prima di tutto, sei grassa nel cervello.

26/04/2012

EndoChiara

Rieccomi qui, con una cosa in più.

Sono sparita nuovamente, sono stata completamente sballottata da una novità: ho scoperto di avere l'endometriosi.

Non è stato tutto lineare, l'ho scoperto dopo una serie di dolori devastanti sospetti e una visita moooolto approfondita dal mio caro amico Luca.

Luca. Questa la racconto, che non me ne voglia.

Parto in pellegrinaggio con mio padre - e questo è stato il primo errore - per Verbania dove mi aspetta Luca, il mio caro amico Luca. Farsi visitare da un amico è oggettivamente imbarazzante, calarsi pantaloni e tutto il resto per rimanere ignuda come un verme davanti ad un amico con cui ti diverti a cretineggiare al telefono da anni risulta veramente imbarazzante, soprattutto quando lui inizia a fare avanti e indietro dalla scrivania al lettino ginecologico senza avere il coraggio di dire SPOGLIATI e APRI LE GAMBE, e per una volta seriamente, proprio l'unica volta in cui accetterei per ovvi motivi di farlo.

Alla fine ho preso io l'iniziativa e mi sono spogliata e messa in posizione litotomica ( volgarmente a coscie aperte ) prendendo a pedate il mio orgoglio. Mi sono posta per la settimana precedente il terrificante dubbio amletico "mi depilo o non mi depilo" e " se mi depilo come mi depilo, brasiliana o più pudica frangettina?!".

La visita è stata lunga, imbarazzante, angosciante.

Il brutto è che quando a visitarti è una persona che ti vuole bene, e a cui vuoi molto bene, e questa vede qualcosa di brutto, glielo leggi subito sul viso e capire quanto la sua espressione sia solo dispiacere e non seria preoccupazione è veramente difficile.

Dopo questo sono arrivate le paure, il terrore, mi sono vista addosso la condanna dell'infertilità, il terrore più grande per me. O almeno, così credevo prima che ne arrivasse un altro molto più grande a seguire come alternativa.

Ma questo era solo l'inizio di quello che sarebbe arrivato dopo...è arrivato il CA 125.

A conferma dell'ipotesi diagnostica fatta dopo la visita e l'eco transvaginale, vengono di norma prescritti degli esami del sangue, i marker tumorali e una risonanza megnetica con e senza contrasto.

Il CA 125 è un marker tumorale, ma non è solo questo, è anche uno degli indicatori dell'endometriosi ( e molto altro ancora, questo cretino si altera per un sacco di cose e per come lo avevo alto io devo averle avute tutte nel momento in cui mi è stato fatto il prelievo venoso ) però è quello che nella mia testa ha continuato a risuonare e mi ha trasformata in una malata terminale per un mese. Solo per un mese grazie al cielo perchè poi sono arrivati i risultati della risonanza magnetica, altra esperienza traumatica alleviata dalla stupidità della mia amica Rosa che ha chiesto ai medici di potere stare al mio fianco durante l'esame entrando nel reparto assolutamente vietato ai non diretti interessati con la sua poca delicatezza e con una maglietta scollata assolutamente non adatta al luogo in cui eravamo, il Centro Diagnostica Italiano di Milano, superfighetto centro diagnostico nonchè unico luogo a Milano in grado di garantirmi la priorità del bollino di urgenza che mi spettava in seguito a dei valori così alterati. Meno male che c'è! Così mentre io correvo in bagno per l'ansia dopo avere sentito pronunciare il mio nome dal medico che mi invitava ad entrare nel reparto per la preparazione all'esame, lei si apprestava a farsi cacciare direttamente fuori dal reparto dopo la sua richiesta un pò bizzarra di tenermi la mano. La risonanza è stata una brutta esperienza, non perchè sia invasiva nonostante la flebo per il contrasto, è stata brutta perchè nella mia testa li sarebbe potuto uscire il mio verdetto di cancro alle ovaie e perchè dopo 50 minuti immobile con le braccia stese dietro la testa una ha smesso di muoversi per ovvie ragioni mentre io ho iniziato a dimenarmi convinta che il contrasto mi stesse uccidendo prima del cancro.

La sera prima dell'esito ho visto per caso una persona a cui voglio tanto bene, o meglio, una persona a cui voglio molto bene per come la ricordo io, ma chissà se è ancora così, e l'ho preso come un segno positivo. Mi ha strappato un sorriso, forse un pò isterico, perchè mi ha chiesto come stavo ed io sono solo riuscita a dirle con un sorriso "INSOMMA!" come fossi un'isterica perchè dirle " forse ho il cancro " mentre attende un tavolo al ristorante mi suonava veramente brutto e poco cortese.

L'esito è arrivato il giorno dopo e sono arrivate le lacrime di gioia dopo tre settimane passate da automa sul divano o sul letto o camminando a zonzo come una pazza senza riuscire a intrattenere discorsi con un senso con nessuno a causa dell'unico pensiero fisso nella mia testa e delle continue lacrime. Quanto affetto c'è stato attorno a me, quanto accudimento, quanta pazienza.

La causa di tutto è quell'esame del sangue stupido e quel valore, quel maledetto marker CA 125 a 189 contro il massimo di 30 in cui sarebbe dovuto rientrare. Stronzo.

189 per me è stato un verdetto di morte e così mi sono comportata. Ho passato giornate e notti a pensare a tutto quello che non avrei potuto realizzare, le persone che non avrei potuto salutare perchè magari si è in un periodo di rottura, ho pensato al dolore che avrei provocato ai miei genitori e alle persone che mi amano, ho pensato a come avrei potuto dire che STAVO PER MORIRE a chi mi avrebbe chiesto come andava.

Il cancro alle ovaie è duro da sconfiggere, mi sono documentata e ho chiesto a Luca, a tratti ho pensato che lo avrei sconfitto e che poi avrei scritto un libro per dare coraggio alle donne che come me lo avrebbero dovuto affrontare, sono stata presa a tratti da manie di grandezza e dallo sconforto più totale. Ho pensato a tutto quello che mi appartiene e a chi lo avrei destinato, nella mia testa tutto era confusionalmente pronto per la mia fine.

Ho chiamato in lacrime mio fratello - e forse questo dopo il fatto di avere volito mio padre vicino il giorno della visita avrebbe dovuto farmi preoccupare ancora di più di tutto il resto - e gli ho chiesto di venirmi a prendere in ufficio dopo avere ritirato l'esito di quel maledetto CA 125, e lui non è venuto. Ok, è uno stronzo, ma con la sua freddezza mi ha tranquillizzata, mi ha chiesto il nome del valore che mi aveva sconvolta così tanto e dopo avere fatto una ricerca su internet mi ha assicurato che era così sballato a causa della probabile endometriosi che Luca aveva visto con l'esame fattomi...credo che se ho scelto di chiamare lui sia stato proprio perchè avevo bisogno di qualcuno di DISTACCATO - e lui lo è molto per sua volontà - da non farmi trasparire preoccupazione o ansia. ( Luca mi aveva detto che effettivamente era un pò alto anche per un'endometriosi...)

Che fatica!!! E che fatica rivivere tutto, rielaborare...ma questo blog mi è sempre servito proprio a questo.

Luca, torniamo a lui. Gli ho strarotto le scatole con le mie ansie, ma diciamo che amico mio tu ci hai messo la tua parte. Lo chiamo qualche giorno dopo la visita e lo sento abbacchiato, triste, a pezzi, gli chiedo come mai e lui mi dice di essere in digiuno e di essere nel mezzo di un fioretto fatto per me. 

PER ME!?!??!?!

Anche la Fra ha fatto un fioretto per me, ha smesso di fumare, ma lei non mi ha visitata. Se a fare il fioretto è il tuo ginocologo e medico dell'occasione, la cosa si fa diversa e dopo le preoccupazioni per il mio stato esternate durante la visita e il responso di quel CA125 il suo fioretto per me è stato un ulteriore verdetto di morte.

Luca è un bravissssimo dottore e grazie al cielo quello che mi ha diagnosticato è stato confermato dalla risonanza.

Ora sono nelle mani del luminare dall'endometriosi che si trova a Verona - per la precisione il suo studio privato si trova a 200 metri dall'Arena - e a me ci penserà lui perchè Luca e tutto quello che trovo in rete non fanno altro che confermarmi questo, lui è il top in materia, sono già stata visitata, sono da ieri in menopausa farmacologica e il mio grado di isteria è ai massimi livelli insieme alla mia taglia di reggiseno. Questo dottore che si chiama Minelli è un vero mercenario, mi piace, è aggressivo quanto basta e quando mi ha detto che non avrei mai dovuto smettere di prendere la pillola per qualche mese ed io gli ho detto "ma così non mi verrà il ciclo, sarò come in menopausa" lui mi ha risposto un secco " E A NOI CHE CAZZO CE NE FREGA DEL CICLO ". Mi sento in buone mani.

Ora piango per la paura di diventare sterile, per l'ansia di subire una resezione all'intestino, ma in confronto alle tre settimane da malata terminale questo non è nulla ed è tornato un pò del mio ottimismo.

Cerco di combattere la stanchezza cronica provocata dalla malattia in ogni modo, ho iniziato a fare lunghissime camminate di km che prima non facevo, ma il fatto che una malattia debba decidere per me mi fa imbestialire e così reagisco sfidandola ( e un paio di volte mi ha già punita...).

Non cambio i miei piani, il mio trasferimento negli USA ci sarà, ho programmato gli esami che dovrò fare a Verona a fine estate, rientrerò per una decina di giorni e poi via ancora fino al rientro per l'intervento.

Ho comunicato già tutto, ho faticato un pò a reagire ma ora ho la situazione sotto controllo e sto imparando a gestirmi nei momenti di emergenza o dolore con relativa freddezza anche per non spaventare chi mi sta vicino. 

Sono tornata bambina per un pò, quando avevo la convinzione di avere il cancro mi sono rinchiusa a casa dei miei genitori, loro non sapevano nulla di quel CA 125 ma io che ben lo sapevo avevo costantemente il bisogno di averli vicini, fisicamente, come fossi tornata a quando avevo 4 anni e mi veniva la febbre alta e fra le loro braccia mi sembrava di guarire o semplicemente che non mi sarebbe potuto accadere nulla di grave.

Ma poi mi sono resa conto che non è più così e che loro non sono più tanto bravi come quando ero bambina a guardarmi in faccia e farmi credere che sarebbe andato tutto sicuramente bene. Però mi sono stati vicini e mia madre mi ha addirittura chiesto degli abbracci e dato dei baci. Quasi inquietante.

Mia madre si è messa a cercare in internet la causa della mia malattia, possibili conseguenze o cure, lei che non ha ancora imparato ad inviare sms. Mio papà invece..il mio papà..quando sono uscita dall' ambulatorio con Luca per andare dove mi avrebbe steso il referto, ha guardato Luca con aria interrogativa e lui gli ha detto un veloce e relativamente falso "tranquillo, tutto bene" mentre gli passavamo davanti...ricordo il suo volto rassicurato e poi mi sembra di risentire ancora nella testa il suo chiedergli nuovamente rassicurazioni dopo avermi vista trattenere le lacrime....che tenero il mio papà, più invecchia e più mi sembra un bambino, è capace di una tenerezza immensa, mentre in mia madre vedo che forza che spesso contraddistingue anche me.

 

Sia chiaro, di endometriosi non si muore, è stato tutto quello che c'è stato intorno che è stato faticoso e doloroso.

Circa una donna su dieci la ha, ma viene difficilmente diagnosticata e spesso accade che la maledetta si estenda e comprometta le capacità riproduttive oltre che contaminare l'intestino o rendere necessaria l'isterectomia.

Luca per me è il top e la ha diagnosticata subito, le analisi a seguire lo hanno conferamato.

Di sicuro la mia vagina non è mai stata così visitata come in quest'ultimo periodo!!!

Ora non lo so come mi sento, sono confusa anche riguardo questo. Sento male fisicamente a tratti, quello psicologico è più subdolo e si fa sentire in momenti più disparati, come quando incrocio una donna con il pancione o tengo fra le braccia il mio figlioccio. Oppure la notte, quando i miei sogni di bambina sembrano infrangersi.

Non lo so come andrà, io posso solo seguire le indicazioni e affidarmi al migliore, e pregare.

Di sicuro non mi vince questa malattia, io sono scesa in campo e la combatto e amorevolmente la chiamo L'ALIENO CHE HO IN PANCIA. 

Cazzo se la combatto!!!

30/01/2012

CHI NON RISICA NON ROSICA

Il momento di andare si fa sempre più vicino.

E i pensieri crescono, si alimentano, si moltiplicano.

Ho sempre detto di non avere paura di perdere quello che ho qui, le persone che mi vogliono bene non le perderò. Però cavolo, mi perderò un sacco di cose. Certo, esiste il telefono, skype, blablabla però non potrò vivere direttamente tante cose e ci saranno sempre quelle 6 ore di fuso che mi faranno sempre sentire un passo indietro rispetto a chi è qui.

Mi perderò il primo passo di Gabry a meno che non voglia stupirmi e iniziare a camminare molto precocemente, mi perderò le facce stupide della Rosa quando mi racconta quello che combina, mi mancherà Fra che mi rumina nell'orecchio per cercare attenzioni, mi mancherà Andrea che mi si accoccola vicino la sera sul divano, mi macherà Mister P che mi urla nelle orecchie, mi mancherà Christian che mi urla zia guiarda per farsi guardare mentre balla mentre tento di parlare con quella sgualdrina di sua madre, mi mancherà il sorriso di Ale e Luca la mattina quando passo a salutarli al bar, mi mancheranno le rumorose cene a casa dei miei genitori e chi più ne ha più ne metta. Se penso a tutte le cose che mi mancheranno divento matta.

E poi chissà che troverò quando tornerò qui.

Dico QUANDO e non SE perchè nonostante in molti lo temano non rimarrò la, o almeno non parto con questo presupposto.

Mi chiedo se sia la cosa giusta lasciare tutto qui e andare, in un momento di crisi per il mercato del lavoro lasciare un posto a tempo indeterminato per l'ignoto, o meglio, per una provvisoria certezza.

Però poi mi dico che io non voglio sedermi e accontenatarmi di quello che faccio e che non voglio ritrovarmi ancora insoddisfatta fra 5 o 10 anni a raccontarmi che invece va tutto bene come fanno tante persone. 

Non mi piace e allora cambio e quando tornerò ricomincerò da capo!

La cosa che conta di più per me è la QUALITA' della mia vita, voglio stare bene ogni giorno, voglio che il mio umore dipenda da me principalmente e non dagli sbalzi ormonali chi mi sta intorno, voglio un ambiente sano, voglio avere le forze dopo il lavoro di fare anche le cose che piacciono a me, voglio potere avere le forze per vedere le persone che amo senza essere così stanca o stressata da addormentarmi su un tavolo o non avere le forze di rassettare casa.

Voglio godermi gli amici, i nipoti, voglio viaggiare, voglio quello che mi spetta, voglio sentirmi gratificata. Non voglio lamentarmi.

In fondo, chi non rica non rosica..ed io questi dentoni per cosa li ho?!?!?

24/01/2012

ANNA LA CASALINGA

Questo fine settimana sono stata a Madrid e ho viaggiato con la crew della compagnia aerea con cui ho volato, così che ho conosciuto Anna.

34 anni, quasi mia coetanea, un viso simpatico, è la moglie del pilota che ci ha portate a destinazione e tra una chiacchiera e l’altra se ne è uscita con una frase che mi ha li per lì shockata. “Faccio la casalinga”.

34 anni, casalinga. Non ci potevo credere e l’ho guardata come se fosse una animale mitologico.

Da quanti anni è che non conosco una donna sotto i 50 che fa la casalinga?!?!

Così l’ho riempita di domande e mi sono infestata la testa di pensieri.

Suo marito – 37 anni – è pilota, quindi problemi economici non ce ne sono, però perché non tenersi un lavoretto part time giusto per fare passare la giornata?

Verrebbe da pensare che sta a casa a fare la bella vita, uno si potrebbe immaginare Anna che passeggia per le vie di Roma -dove abitano- tutta griffata e con una L.Vuitton al polso da sfoggiare, ma io che l’ho conosciuta vi assicuro che non è così.

Anna è una ragazza semplicissima, non ama particolarmente la moda e mentre io impazzivo davanti ad un costosissimo trench lei mi raccontava di quanto le desse noia doversi comprare i vestiti perché lo shopping proprio non le piace.

Così ho escluso l’ipotesi “Anna che fa la bella vita a spese del marito” e ho pensato alla possibilità “Anna incapace” ed ho indagato.

Ha una maturità scientifica, come me, ma dopo il diploma non ha scelto l’università, conosceva l’attuale marito già da 4 anni allora e avevano altri progetti per lei. Parla l’inglese, muovendosi per aeroporti con lui ha dovuto imparare a cavarsela e quando hanno vissuto negli Emirati per un anno lei ha fatto un corso di lingua inglese per passare il tempo. Sì, hanno dovuto vivere per un anno lì e lei lo ha seguito, lui era in cassa integrazione e per non perdere il brevetto stando fermo – devono mantenerlo facendo un minimo di ore di volo all’anno – si sono dovuti trasferire dove c’era lavoro per lui e lei lo ha seguito.

Anzi, ha aggiunto, “ci siamo dovuti sposare due anni fa perché nei paesi arabi non sarei stata riconosciuta dalla compagnia aerea per cui lavoravano e non avrei potuto vivere con lui”. ” Ci siamo sposati in comune, una cosa semplice con pochi amici “.

Così ho escluso anche l’ipotesi “Anna furba e lesta si sposa un pilota e si sistema per tutta la vita”.

Certo che si fa presto a pensare male.

Ho conosciuto Anna e l’unica cosa che ho visto è una donna innamorata totalmente votata alla coppia ma con ben chiaro quello che vuole.

La mattina successiva ci siamo date appuntamento nella hall dell’hotel e quando sono arrivata l’ho trovata che si sbaciucchiava con Massi – il marito – come una ragazzina in amore.

Anna poi mi ha spiegato che ha fatto la scelta di fare la casalinga per amore visto che gli orari del marito sono sempre diversi, magari manca per 3 giorni e poi sta a casa per due e se lei facesse un lavoro con orari normali il tempo da trascorrere con suo marito sarebbe veramente poco.

Anna ha fatto una cosa molto semplice e lineare, ha scelto di trascorrere il suo tempo con suo marito, e questo si chiama solo Amore. Certo, al giorno d’oggi non tutte le coppie possono permetterselo, ma loro hanno questa fortuna e fanno benissimo a godersela.

“Anna casalinga 34enne per Amore”.

Che bello vederli sbaciucchiarsi come de ragazzini!!!